"No vax", battaglia social: minacce di morte al sindaco Andrea Gnassi

Da quando è entrata operativa l'ordinanza di Gnassi, il profilo social del sindaco è "bombardato" di commenti, oltre alle "mail bombing"

Minacce di morte da un "no vax" via social al sindaco Andrea Gnassi. Il primo cittadino ha dato mandato al proprio avvocato di procedere con la denuncia. Gnassi ha firmato l’ordinanza in merito all’inottemperanza agli obblighi vaccinali per i bambini frequentanti le scuole riminesi. Con il provvedimento, che poggia sulla legge del 31 luglio 2017 (legge Lorenzin), è stato disposto "il divieto di accesso ai servizi educativi e alle scuole per l’infanzia comunali, privati e statali dei minori i cui genitori non abbiano presentato la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie per legge".

Gli "irregolari" sono 21: dieci casi sono stati segnalati alla Procura prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza, mentre altri undici lunedì scorso. Una famiglia ha deciso di ritirare il proprio figlio dalle lezioni. Da quando è entrata operativa l'ordinanza di Gnassi, il profilo social del sindaco è "bombardato" di commenti, oltre alle "mail bombing". Gnassi tira dritto. L’inottemperanza all’ordinanza - valida a tutto il 30 giugno, data di conclusione del calendario scolastico - prevede ai sensi dell’articolo 7 bis del decreto legislativo 267/2000, una sanzione pecuniaria determinata nei limiti di legge (da 25 euro a 500 euro, in via breve 50 euro) per ogni giorno di frequenza in violazione della sospensione. 

Le consigliere regionali Pd Francesca Marchetti e Nadia Rossi si schierano al fianco del sindaco di Rimini Andrea Gnassi minacciato e attaccato via social e attraverso mail bombing per la recente ordinanza emessa dalla giunta comunale riminese - e condivisa anche dal comune di Cesena - che in sintesi prevede divieto di accesso ai servizi educativi e alle scuole per l’infanzia comunali (private e statali) per i minorenni non in regola con le vaccinazioni obbligatorie per legge e sanzioni fino a 500 euro per i genitori che trasgrediscono le nuove regole: "Siamo al fianco del sindaco Gnassi in questa battaglia per la salute dei bambini. Avendo lavorato anche in Regione sul tema dell’obbligo vaccinale sappiamo che prendendo posizione ci si espone ad attacchi anche violenti, ma la gran parte dei cittadini è dalla parte di chi tutela il benessere e la salute della comunità".

“Non si tratta di alcuna ripicca - affermano la consigliera Marchetti (che della Legge regionale sull’obbligo vaccinale che ha anticipato l’analoga norma nazionale è stata relatrice) insieme alla Consigliera riminese Rossi - e men che meno bisogna leggere questa misura come accanimento. Semplicemente si ribadisce il banale concetto che nessuno è al di sopra delle leggi e che l’interesse collettivo deve sempre prevalere sul singolo”. Nell’infinito braccio di ferro tra Stato e comunità no-vax, quest’ulteriore passaggio fatto dalla Giunta Gnassi, si è reso necessario perché, nonostante le comunicazioni mandate dal Comune e i numerosi tentativi di instaurare un dialogo con i genitori dei bimbi non vaccinati, continua lo stato di inadempienza per circa una ventina di bambini i quali, entrando a scuola ogni giorno, mettono in serio rischio la salute dei propri compagni, soprattutto quelli più deboli ed immunodepressi.

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“Nella Provincia di Rimini continua ad essere estremamente precaria quella “copertura di gregge - continuano le Consigliere Dem - che è l’unica arma per proteggere le persone più deboli che non possono vaccinarsi. Per essere effettiva dovrebbe aggirarsi intorno al 95% mentre i numeri rilevati variano, a seconda dell’agente patogeno, dal 93% per polio, difterite, tetano ed Epatite B, ad un allucinante 89% per quanto riguarda morbillo, parotite e rosolia. Alla luce di questi dati, giudichiamo in maniera estremamente positiva l’iniziativa del comune di Rimini e di Cesena, ed auspichiamo che questo esempio possa essere seguito da tutti i Comuni italiani”.

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