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Non versano la Tassa di soggiorno, 58 albergatori accusati di aver intascato 240mila euro

Le indagini della Guardia di Finanza hanno permesso di recuperare 110mila euro, su 60 hotel controllati in 40 strutture sono state rilevate delle irregolarità amministrative

Albergatori "furbetti" o "smemorati" che, nel corso del tempo, si sono dimenticati di girare alle casse comunali gli introiti della Tassa di soggiorno. Le indagini della Guardia di Finanza di Rimini hanno individuato 58 imprenditori, tutti finiti denunciati per peculato, che si sarebbero intascati un totale di 240mila euro tra il 2015 e il 2019. Allo stesso tempo sono 8 gli albergatori che si sono visti sequestrare complessivamente 110mila euro che, anche in questo caso, rappresentavano gli omessi versamenti di quanto riscosso dai turisti. Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle i gestori delle attività ricettive, pur avendo la disponibilità di liquidi come dimostrato dai sequestri preventivi, non li avevano girati trattenendo il denaro. L'indagine della Guardia di Finanza ha visto i militari controllare 60 hotel di cui, in 21, sono state trovate delle irregolarità amministrative per violazioni all’Iva e delle Imposte dirette. Altre 19 sono risultate inadempienti del tutto agli obblighi fiscali avendo omesso, per alcune annualità d’imposta, la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Iva.

“Colgo l’occasione per ringraziare la Guardia di Finanza di Rimini per il lavoro fatto a tutela della comunità riminese - ha dichiarato l'assessore al Bilancio del Comune di Rimini, Gian Luca Brasini. - Lo sottolineo ancora una volta: a tutela della comunità riminese. Perché chi sottrae risorse alla collettività danneggia sicuramente il contesto in cui vive e, se vogliamo, prima di tutto sé stesso. Pensiamo proprio all’imposta di soggiorno: i suoi proventi vengono utilizzati per accrescere il potenziale attrattivo della destinazione turistica. Per Rimini significa il PSBO, il Parco del Mare, gli arredi urbani, gli eventi, gli interventi sui contenitori culturali; tutto ciò che ha permesso, in anni di crisi generale, di non perdere un briciolo, anzi incrementare arrivi e presenze per tutti i 12 mesi dell’anno. L’imposta di soggiorno, a carico del cliente così come avviene in quasi tutte le altre parti del mondo, serve dunque a far lavorare di più e meglio il sistema delle imprese legato all’industria dell’ospitalità e, più in generale, elevare la qualità del vivere per i residenti, permanenti e temporanei che siano. L’operazione della Guardia di Finanza di Rimini è il frutto di una collaborazione, tradottasi nella forma di un protocollo amministrativo, tra la Guardia di Finanza e il Comune di Rimini. È il valore della sinergia tra istituzioni diverse. Io credo che questa metodo integrato dovrebbe essere percorso da tutti gli altri Comuni della nostra provincia e, perché no?, della nostra regione”. 

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