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Cronaca

Nuova piscina, il comitato a difesa del parco: "Il Comune non ci ascolta"

L'obiettivo è quello di salvaguardare l'area verde dalla cementificazione: "Inascoltate le nostre proposte di realizzare l'impianto, la priorità è fare un buon lavoro, la fretta non è mai buona consigliera"

"Le aree verdi sono indispensabili per una buona qualità di vita dei cittadini, sono previste nei piani urbanistici e dovrebbero essere rispettate e protette dalle amministrazioni". Torna alla carica il comitato che, spontaneamente, si è creato tra i cittidani di Viserba intenzionati a salvare il parco "don Tonino Bello" dove dovrà sorgere la nuova piscina comunale. "La presenza di verde di qualità - attaccano i rappresentati del comitato in una nosta stampa - è una necessità imprescindibile per la vita dei cittadini e chiediamo all'amministrazione un cambio di rotta, chiediamo rispetto, cura e tutela del verde esistente e rispetto della proporzione verde e costruito senza trucchetti". A provocare il malcontento, infatti, sarebbe l'area che "accatastata come verde sportivo ma in 30 anni non è mai stato presentato un progetto in tal senso bensì con questa denominazione è stato possibile stendere un circuito di asfalto per l'area mercatale, interrare una vasca in cemento di 3.500 mq e considerarla comunque completamente area verde. Nel nuovo progetto sono previsti 4.100 mq di parcheggi drenanti che in quanto tali vengono conteggiati come area verde. Considerare i parcheggi drenanti come aree verdi è un'insulto all'intelligenza, un semplice escamotage per aggirare la norma di verde proporzionato al costruito. Abbattere alberi per costruire opere e sostituirli con piante minori che non crescano in alltezza e quindi non necessitino di interventi per potature o radici invadenti è diventata la norma".

Un progetto che non piace ai residenti i quali sottolineano anche che per realizzare la nuova piscina "la scelta del parco non sia attuabile per i gravi problemi di viabilità ed inquinamento atmosferico e acustico che provocherrebbe. Pensiamo che l'area del parco utilizzzabile non sia sufficiente per edificare un impianto natatorio adeguato ad una città di 150.000 abitanti, attualmente la piscina prevista non permetterà lo svolgimento del nuoto sincronizzato, pallanuoto, tuffi e nemmeno le gare di nuoto amatoriale, non prevede la possibilità di una piscina all'aperto per utilizzare l'impianto tutto l'anno. Sarà un impianto meno performante del Garden". L'accusa che viene lanciata all'amministrazione è quella di aver lasciato cadere nel vuoto la richiesta fatta dagli esponenti del comitato per un incontro pubblico. "Sono state presentate diverse proposte alternative: l'area adiacente al campo da baseball a Rivabella, l'area di via Matteini, l'area edificabile in via Elvis Presley, l'area adiacente al parco Marcovaldo zona artigianale, l'area di capannoni dismessi in via S. Martino in Riparotta e non ultima l'area dell'ex mercato ortofrutticolo, definita dall'assessore Magrini nel nostro recente incontro come luogo ideale per centralità e viabilità. Nessuna di queste aree possiede il requisito di area sportiva e necessita quindi di una variante di destinazione che richiede tempo. L'amministrazione crede che l'urgenza sia prioritaria rispetto alla qualità di un progetto costoso, necessario, atteso da anni e che servirà la città per i prossimi 50 anni. Pensiamo invece che la priorità sia fare un buon lavoro, la fretta non è mai buona consigliera".

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