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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Nuova Questura, presidio del Pd: "Non abbandoniamo il progetto della Cittadella della sicurezza"

Sabato mattina il neo segretario provinciale Filippo Sacchetti, con 50 aderenti tra cui consiglieri regionali, sindaci, amministratori locali e volontari, si sono alternati a un presidio organizzato in Piazza Tre Martiri

Sabato mattina il neo segretario provinciale Filippo Sacchetti, con 50 aderenti tra cui consiglieri regionali, sindaci, amministratori locali e volontari, si sono alternati a un presidio organizzato in Piazza Tre Martiri dal Partito Democratico per esprimere il proprio dissenso e preoccupazione rispetto al rischio di non trovare una soluzione definitiva per la sede della nuova questura di Rimini e vedere tramontare per sempre l’idea della “cittadella della sicurezza”, promossa con il patto di un anno fa sottoscritto alla presenza dell’ex ministro Minniti. "Ipotesi annunciata qualche giorno fa dal sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone, onorevole in quota Lega. Come si fa a parlare di spostamento temporaneo per 18 anni? E’ l’ennesimo arzigogolo verbale con cui gli esponenti giallo-verdi (in questo caso in realtà solo verdi considerato l’assordante silenzio dei rappresentanti locali 5 Stelle solitamente piuttosto incalzanti sulla questione) vogliono fare passare ogni scelta per un’altra cosa: trasferire una qualsiasi struttura per quasi quattro lustri significa adottare una scelta definitiva e niente affatto provvisoria - spiega Sacchetti - Una scelta che non rispetta gli accordi sottoscritti appena un anno fa con il precedente governo per evitare che il grosso stabile costruito in via Bassi resti una cattedrale nel deserto nel cuore della città, con tutte le conseguenze del caso in fatto di degrado e sicurezza visto che nel tempo si è trasformato in ricovero di sbandati e senzatetto”, incalza Sacchetti che, così come già evidenziato dai consiglieri regionali Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi, evidenzia un altro aspetto:“Da un lato da Roma ci si ripete da mesi che la madre delle grandi rivoluzioni sarà la trasformazione dei Centri per l’impiego, dall’altro Morrone si dimentica che nella partita nuova Questura era coinvolto proprio il trasferimento del Centro per l’Impiego regionale: si dimentica o non è più preso in considerazione? Non ci stupiremmo che come succede a livello nazionale ciascuno dei due alleati pensasse solo alla sua parte del cosiddetto contratto di governo; ma, come succede altrettanto spesso, sulla pelle dei cittadini e delle amministrazioni locali. Specie quelle che trovano meno “amiche” di altre".

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