rotate-mobile
Cronaca

Mercato Coperto 2.0, tra i banchi paura e malumore. "Canoni folli, gli operatori dovranno chiudere"

Giovedì il progetto del nuovo Mercato Coperto approda in Consiglio. Il presidente Andrea Fabbri chiede tempo: "Si ponga attenzione su quegli aspetti dove gli operatori hanno segnalato le maggiori criticità"

Nuovo Mercato Coperto 2.0, il progetto avanza. Ma non mancano forti timori e preoccupazioni da parte degli operatori del consorzio. L’idea di una nuova struttura, da realizzare demolendo l’attuale stabile, con le caratteristiche di un mercato moderno piace agli addetti. Come era stato raccontato nel reportage realizzato da RiminiToday durante gli scorsi mesi. Ma a fronte degli ultimi risvolti, tra i banchi del mercato si respira un’aria pesante. L’argomento, dopo il via libera nelle commissioni consiliari competenti in materia, già nella giornata di giovedì (4 agosto) approderà tra i banchi nel consiglio comunale per l’approvazione del progetto. E se dalla minoranza già si annuncia sul tema un forte dibattito e “battaglia” in chiave politica, a sollevare molti dubbi ora è direttamente Andrea Fabbri, presidente del Consorzio Operatori del Mercato Centrale Coperto: “In un contesto già duramente colpito dalla crisi – dice in maniera molto limpida e schietta -, vi è il rischio reale che molti operatori abbandonino il mercato andando così a snaturare una struttura che ancora oggi è una vetrina per le eccellenze enogastronomiche locali, con una delle pescherie più importanti dell’Adriatico che da decenni rappresenta un centro di attrazione commerciale e turistica per la Città e che attualmente garantisce lavoro a più di 200 persone”.

Timori per i canoni elevati

Gli operatori sono preoccupati su tanti fronti, a partire dalla “mancanza di una definizione esatta della collocazione della struttura provvisoria”. Ma non è il tema centrale della vicenda, Andrea Fabbri si fa portavoce degli operatori e spiega che c’è paura per l’aumento dei canoni. Un quadro che potrebbe scoraggiare molti, impauriti nel non riuscire a far quadrare i conti, con l’ipotesi di una serrata. “Già in partenza è atteso un aumento del 39% dei canoni nella sede temporanea (da 306 euro al metro quadro a 426 euro al metro quadro) con un rischio reale di diminuzione di fatturato”, dice il presidente. Ma la questione è più articolata, in vista dell’ingresso nel nuovo mercato 2.0 quando si assisterà a un “aumento molto elevato dei canoni sin dal primo anno (+66% per i produttori, +82% per i commercianti, +29% per il supermercato Conad) senza una graduale modulazione iniziale per consentire l’avvio delle attività”. Per questi motivi Fabbri chiede al consiglio comunale che “prima della delibera si ponga una maggiore attenzione ed un ulteriore riflessione almeno su quegli aspetti dove il Consorzio degli operatori ha segnalato le maggiori criticità, punti fondamentali per la sopravvivenza degli operatori”

Progetto complessivo mai visionato

Il Cda del Consorzio degli Operatori si è riunito nella giornata di lunedì. Ed è emerso, riporta il presidente, che gli operatori “non si sono mai dichiarati contrari a tale progetto ma anzi hanno cercato, ogni qualvolta gli è stata data l’opportunità, di portare avanti proposte costruttive e collaborative”. “Ma è giusto che si sappia – svela Fabbri -, che il progetto che verrà presentato in Consiglio non è mai stato portato a conoscenza degli operatori nella sua totale interezza; lo hanno potuto visionare solo a seguito della pubblicazione sull’Albo pretorio dopo la delibera di giunta del 15 luglio”.

Già lo scorso marzo gli operatori avevano presentato sia al Comune sia alla Renco Spa una relazione stilata da uno studio di professionisti che evidenziava una serie di criticità e proponeva alcune modifiche con l’unico obiettivo di rendere il progetto commercialmente valido ed economicamente sostenibile per le piccole attività mercatali.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mercato Coperto 2.0, tra i banchi paura e malumore. "Canoni folli, gli operatori dovranno chiudere"

RiminiToday è in caricamento