rotate-mobile
Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca Riccione

Offese all'avversario per il suo aspetto fisico, lo sfogo del cestista: "Ho incontrato di nuovo il razzismo"

I fatti durante il match di serie D tra Riccione e Cesena. Il giocatore sui social: "E' stato squallido, insultato per 40 minuti". Le scuse del club cesenate: "Condividiamo sfogo e amarezza"

“Ho incontrato di nuovo il razzismo, faccio fatica ancora a crederci”. Inizia così lo sfogo sulla sua pagina Facebook di Thomas Calegari, giocatore di basket in forza ai Dolphins Riccione. Il cestista, 31 anni, un passato anche in serie B e C, è stato ripetutamente offeso durante il match del campionato di serie D, sul campo del Cesena. Dopo quanto accaduto sono arrivate le scuse da parte della società cesenate e anche i provvedimenti da parte della giustizia sportiva. A offendere, per via del suo aspetto fisico, sarebbero stati alcuni ragazzini isolati. E’ Calegari attraverso il suo profilo social a raccontare l’episodio: “Il tifo contro è bello, fa colore, rende l’atmosfera ancora più bella. Eppure sentire offese sull’aspetto fisico, anche pesanti e innovative, per quanto becere e di cattivo gusto, non capitava da un po’”.

Il giocatore prosegue nel racconto: “Le offese le accetto anche, le ho sempre accettate. Ma vedere ragazzini, che praticano sport, fomentati dai genitori, a inveire e insultare per 40 minuti un singolo individuo è davvero squallido. E’ una delusione e sconfitta per lo sport e per le loro famiglie. Eppure lo sport dovrebbe essere integrazione, totale, a 360°. Ancora di più in campionati non professionistici”. Tanti i commenti di solidarietà. Anche da parte di ex cestisti, come Maurizio Benatti: “Thomas sono veramente rattristato della stupidità della gente. E ti ringrazio per il messaggio che condividi con grande spirito e serenità”.

A meno di 24 ore dalla partita arrivano le scuse ufficiali da parte del Cesena Basket: “Ci sentiamo in dovere di porgere le dovute scuse al giocatore ospite Thomas Calegari, preso di mira con epiteti offensivi e volgari da un gruppetto di ragazzi presenti alla partita. Condividiamo pienamente il suo sfogo e la sua amarezza esattamente come la sue opinione sui valori che lo sport deve insegnare e portare sempre con se, in campo e sugli spalti. L’unica riserva riguarda la percezione di un atteggiamento da parte di adulti o genitori presenti, che avrebbero fomentato il comportamento del gruppetto in causa che invece non è avvenuto. Abbiamo infatti accertato che i pochi adulti presenti più vicini ai ragazzi si sono più volte prodigati verbalmente a redarguirli e invitandoli a smettere, evidenziando la scorrettezza dei loro epiteti nei confronti del giocatore. Ricordiamo inoltre che la Cesena Basket è più e più volte già intervenuta in tempi recenti nei confronti di alcuni dei ragazzi in questione con reprimende e nette prese di posizione, che dopo questa ulteriore spiacevole vicenda saranno ancor più drastiche per chi fosse un tesserato nelle sue squadre giovanili”.

In club conclude: “Registriamo inoltre, con profondo rammarico, che lo sfogo di Thomas Calegari, del tutto involontariamente, ha stuzzicato qualche tesserato di altre società del nostro campionato a salire sul carro della reprimenda e del giudizio inopportuno e distorto nei confronti di una società che ha sempre fatto della educazione e della crescita personale dei ragazzi la priorità assoluta, ben prima dei risultati sportivi, che a determinate condizioni non intende perseguire”. Il giudice sportivo è poi intervenuto nei provvedimenti disciplinari, con una multa di 225 euro.

La sindaca incontra il cestista

"Ritengo l’episodio vergognoso e mi sento di dover scrivere queste poche righe per esprimere il mio disappunto su quello che è accaduto - scrive la sindaca di Riccione Daniela Angelini -. Fa piacere leggere oggi le scuse da parte del Cesena Basket che si dissocia da quello che è accaduto e voglio sottolineare che, come adulti, abbiamo una grande responsabilità educativa nei confronti dei giovani. Come genitori, allenatori e adulti abbiamo quindi, se assistiamo a fatti di questo tipo, il dovere di riprendere i ragazzi, soprattutto giovanissimi, addirittura minorenni come in questo caso, perché lo sport è prima di tutto divertimento e socialità".

"Ci tengo a esprimere la mia solidarietà a Thomas e a rimarcare che lo sport ha davvero un compito anche educativo verso i giovani. Ritengo fondamentale, come ha fatto Thomas, denunciare pubblicamente questi fatti perché è importante combattere sempre e fin da subito il body shaming nello sport e in ogni aspetto della vita.  La discriminazione dell’aspetto fisico va sempre contrastata: l’obiettivo principale dello sport deve essere quello dell’inclusione di persone senza differenze".

E in conclusione: "Ringrazio Thomas per il grande esempio dato e per aver reagito con grande dignità. Il suo messaggio di amore per lo sport e la difesa del rispetto verso gli avversari sono lì a ricordarci che è solo così che si vince veramente. Ha ragione Thomas: ha vinto lui, non essendo sceso al livello di chi lo stava offendendo. Spezza il cuore leggere il suo post in cui denuncia il crollo della sua fiducia nella razza umana: soltanto contrastando insieme questi episodi possiamo farla risalire. Glielo dobbiamo".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Offese all'avversario per il suo aspetto fisico, lo sfogo del cestista: "Ho incontrato di nuovo il razzismo"

RiminiToday è in caricamento