Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Catturato il quarto stupratore, raffica di commenti razzisti sul suo profilo Facebook

Si è conclusa all'alba di domenica la fuga di Guerlin Butungu ritenuto essere il capo del branco autore della duplice violenza sessuale

L'arresto di Butungo arriva dopo nemmeno 24 ore da quello degli altri tre componenti del branco, avvenuto nel pomeriggio di sabato, quando a finire nella rete degli inquirenti sono stati due fratelli marocchini di 15 e 16 anni, residenti a Vallefoglia nel pesarese, e un nigeriano 17enne anche lui di Pesaro. I primi a consegnarsi sono stati proprio i fratelli che, presentandosi alla caserma dei carabinieri del loro paese hanno dichiarato: "Siamo noi gli stupratori di Rimini. Dopo i primi accertamenti, i giovanissimi marocchini sono stati portati immediatamente nel Palazzo di Giustizia riminese dove, per diverse ore, sono stati interrogati dal pubblico ministero che coordina l'indagine insieme al collega della Procura per i Minori di Bologna. Entrambi nati in Italia, hanno spiegato agli inquirenti di essersi presentati dopo che, nella stessa mattinata di sabato, era stata pubblicato dai media il fotogramma che ritraeva il gruppo sulla spiaggia del Bagno 130 poco prima che si consumasse lo stupro della polacca.

Il video dell'arresto

Nel frattempo il terzo componente della banda, un nigeriano 17enne anche lui di Vallefoglia, è stato catturato dagli agenti dello Sco della polizia di Stato a Pesaro mentre stava salendo su un treno. Il ragazzino è stato quindi portato in Questura a Rimini dove, per tutta la serata, è stato ascoltato dagli agenti e, alla fine, portato in Procura per raccontare la sua versione davanti ai pubblici ministeri. Gli inquirenti stanno indagando anche su un'aggressione in spiaggia avvenuta Pesaro il giorno dopo quella di Rimini. Anche in quel caso, una coppietta che si era appartata nella spiaggia del Sacro Cuore, su un lettino, era stata circondata da tre uomini, che i ragazzi hanno descritto di colore. In pochi attimi i tre hanno rapinato i cellulari della coppietta tentando di inseguire i ragazzi, che nel frattempo erano scappati urlando.

 

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