Ogni riminese spende 1800 euro all'anno in azzardo, guerra alle ludopatie

Al Museo della Città allestito un finto casinò per illustrare come, alla fine, a vincere è sempre e solo il banco

Ogni riminese scommette sul gioco d'azzardo quasi 1.800 euro all'anno. Un dato superiore a quello nazionale, 1.680 euro. Nel 2018 sono stati giocati oltre 268 milioni di euro, e 59,3 sono stati persi, con 71 nuovi casi di ludopatia, mentre circa 30 persone hanno preso appuntamento per un primo colloquio senza poi presentarsi. In prevalenza si tratta di maschi, con un'età compresa tra i 30 e i 50 anni, titolo di scuola media e regolarmente occupati. Gli utenti seguiti negli anni dall'Ausl Romagna sono 396 uomini e 94 donne. Il 63% è dedito in particolare alle slot, il 17% alle lotterie, il 9% alle scommesse sportive, il 3% all'azzardo online. Per riflettere sulla tematica che colpisce sempre più famiglie, al Museo della Città, dal 19 gennaio al 17 febbraio, è in programma la mostra interattiva "Fate il nostro gioco". Si tratta di un vero e proprio casinò ricostruito con tanto di sale giochi, roulette e panno verde, per far capire che "il gioco d'azzardo si realizza nel lungo periodo e il caso ha ben poco a che vedere con quello che succederà". Durante una visita guidata di 90 minuti saranno presentati al pubblico e agli studenti gli aspetti matematici ed emotivi che governano il mondo dell'azzardo fornendo una visione consapevole del fenomeno. Sono previsti percorsi specifici per le scuole, che possono richiedere e prenotare le visite. 

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Tre gli ambienti: nel primo, al fine di esplorare il concetto di probabilità e il modo in cui prendiamo decisioni in situazioni di incertezza, il pubblico è coinvolto in tre giochi: il celebre gioco delle tre porte di Monty Hall, l'esperimento del cubo di coriandoli e il gioco della probabilità. Nel secondo, il cuore pulsante dell'intera mostra, le guide si trasformano in croupier per simulare con il pubblico i giochi da casinò e alcuni giochi pubblici d'azzardo. Di ognuno sono illustrati il funzionamento e il margine di guadagno del banco, ma anche le trappole cognitive, volte a farci continuare a giocare nonostante sia sconveniente. Dopo la fase di simulazione i dati raccolti delle giocate (spesa, incasso e vincita) vengono inseriti in un apposito software che aggiorna in tempo reale i grafici del bilancio complessivo verificando che, nel lungo periodo, il bilancio di un giocatore peggiora sempre di più. Infine, nel terzo ambiente si analizzeranno i dati ufficiali dell'Agenzia Dogane e Monopoli di Stato sul consumo di azzardo in Italia e i risultati delle ultime indagini epidemiologiche del Cnr, con lo scopo di "stimolare la riflessione e accendere un breve dibattito sulle conseguenze del gioco d'azzardo patologico e sulle possibilita' di intervento".

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