La doppia vita del killer di Bernabini: spunta covo con armi e soldi

La Squadra Mobile lo ha scoperto nell'ambito delle indagini che hanno portato mercoledì sera al fermo del giovane in una piazza di Valle Castellana, un paesino del Parco nazionale del gran Sasso

Marco Zinnanti, il 22enne riminese accusato di aver ucciso domenica scorsa il cesenate Leonardo Bernabini, aveva una doppia vita. Gli investigatori della Squadra Mobile lo hanno scoperto nell'ambito delle indagini che hanno portato mercoledì sera al fermo del giovane in una piazza di Valle Castellana, un paesino del Parco nazionale del gran Sasso, in provincia di Teramo. Il ragazzo aveva nelle sue disponibilità un covo con armi, droga e soldi.

Tanti soldi. Si parla di una cifra che si aggira intorno ai centomila euro. Che vanno ad aggiungersi ad alcuni panetti di hashish, 60 grammi di cocaina, pistole e fucili da caccia, tra i quali uno con impugnatore revolver. Si tratta di un'arma simile a quella utilizzata il 24 agosto scorso nel corso di un agguato contro alcuni tunisini al ponte dei Mille per un regolamento di conti. Gli investigatori non escludono che Zinnanti possa aver a che far con quel misterioso episodio.

Nel corso della perquisizione sono spuntati anche documenti falsi ed il Mein Kampf, libro nazista. Sull'appartamento, individuato a Rimini, gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Davide Ercolani stanno effettuato accertamenti per chiarire se fosse solo nella disponibilità di Zinnanti o anche di altre persone. Il 22enne aveva raggiunto un paese di montagna in provincia di Teramo, Rocca Santa Maria, dove aveva la copertura di un amico. Proprio l'amico era stato contattato dai genitori del 22enne, e grazie alle intercettazioni delle celle la polizia ha raggiunto Zinnanti intorno alle 19.30. Il ragazzo ha tentato una timida resistenza, poi ha capito che era finita.

In precedenza gli agenti avevano bloccato la sorella del giovane, 25 anni, mentre stava entrando nel 'covo'. La giovane, aspirante parrucchiera che secondo le indagini, voleva 'pulire' il covo: ora è indagata per detenzione di droga, armi e riciclaggio, mentre per il fratello l'accusa è di omicidio volontario aggravato. Bernabini è stato probabilmente una 'vittima casuale' di Zinnanti. Lo aveva caricato nei pressi del 'Classic club', una nota discoteca della zona dove il giovane poco prima aveva litigato con i buttafuori e li aveva minacciati, e il viaggio è terminato tragicamente a Covignano.

Un altro tassista ha riferito agli investigatori di non aver invece accettato il 22enne a bordo perché "era fuori di testa". Zinnanti che non lavora e vive con i genitori, era già finito nei guai per alcune risse, ma ne era sempre uscito assolto. Dopo l'arresto è rimasto in silenzio. Il giovane è stato sottoposto ad una serie di esami che hanno permesso di individuare le varie escoriazioni che si era procurato cadendo nei rovi durante la fuga subito dopo aver ucciso Bernabini. Qualche cosa in più si attende dall'interrogatorio che sosterrà tra venerdì e sabato. Ora è in carcere con l'accusa di omicidio colposo e porto d'armi.

LE INDAGINI DELL'OMICIDIO: L'IDENTIKIT - IL PASSO FALSO
 

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