Chi è Marco Zinnanti: la Squadra Mobile vuole vederci chiaro

La sfortuna di Leonardo Bernabini è stata quella di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Sulla morte del 55enne di Alfero (Verghereto) sembra non esserci alcun movente

La sfortuna di Leonardo Bernabini è stata quella di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Sulla morte del 55enne di Alfero (Verghereto) sembra non esserci alcun movente. Il cesenate è stato ucciso per caso, per essersi rifiutato di caricare in auto quello che dà li a poco l'avrebbe assassinato perchè aveva appena recuperato un fucile che avrebbe utilizzato per punire qualcuno con il quale aveva litigato poche ore prima alla discoteca “Classic”.

Chiusa l'indagine che ha portato all'arresto dell'assassino di Bernabini, gli agenti della Squadra Mobile di Rimini ora sono al lavoro per approfondire la conoscenza di Marco Zinnanti. Il 22enne, fermato mercoledì sera nel Teramano, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell'interrogatorio che ha preceduto la convalida del fermo. Il giovane non solo dovrà spiegare perchè ha premuto il grilletto per due volte contro Bernabini, ma anche dar spiegazioni sul covo di via Teodorico.

Nell'abitazione, alla quale gli inquirenti sono arrivati seguendo i movimenti della sorella di Zinnanti, sono state trovate due patenti false, carte d'identità con nomi falsi ma con sue fotografie, tre pistole, un fucile e vari coltelli. Sono spuntati anche ben 100mila, molti dei quali in busta, che presumibilmente sarebbero serviti per acquistare della droga. Stupefacenti appunto: nel covo c'erano un chilo e 700 grammi di hashish, oltre a 60 grammi di cocaina.

Per gli uomini della Mobile l'abitazione non era frequentata solo dall'omicida di Bernabini, ma da altre persone. E per questa ragione, ipotizzano sempre gli investigatori, la sorella del ragazza si sarebbe affrettata a pulire il covo” anche per evitare che la Polizia scoprisse un'eventuale banda. Zinnanti è già noto alle forze dell'ordine per lesioni e per esser stato protagonista di diverse risse, dalle quali né è uscito assolto.

Per un'indagine che si è chiusa, parallalamente se n'è aperta un'altra. Nella quale si dovrà chiarire anche se Zinnanti abbia un ruolo dietro la sparatoria al ponte dei Mille nella quale sono rimasti coinvolti dei tunisini, arrestati successivamente per droga. Gli investigatori hanno sequestrato uno scooter nero, che si trovava parcheggiato nella palazzina dei genitori dell'omicida. Potrebbe esser il mezzo usato per trasportare le persone responsabili dell'agguato del 24 agosto scorso.

Ma lo stesso Zinnanti potrebbe aver fatto fuoco contro un omossesuale il 15 giugno scorso al parco della Cava. Una doppia vita, quella del 22enne, del quale presumibilmente non né erano a conoscenza i genitori. La madre, 47enne della provincia di Arezzo, ha accusato un malore quando gli investigatori si sono presentati nella sua abitazione per una perquisizione. Il padre, operaio 48enne della provincia di Trapani, in questi giorni è immobilitato a muoversi per una frattura alla gamba. Con loro vive anche una bambina di 13 anni. Mentre la figlia 24enne si era trasferita a Modena. Ora è in carcere in attesa dell'interrogatorio.
 

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