Uccise la ex e il suo nuovo compagno, si è aperto il processo a Dritan Demiraj

Il fornaio albanese deve rispondere di duplice omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere, violenza privata, rapina, porto abusivo di coltello

Si è aperto mercoledì mattina, davanti alla Corte d'Assise di Rimini, il processo a Dritan Demiraj il fornaio albanese 29enne accusato del duplice omicidio della ex compagna, Lidia Nusdorfi, e del nuovo compagno di lei, Silvio Mannina. La ragazza venne freddata con una serie di coltellate nella stazione di Mozzate, in provincia di Como, dopo che il giorno prima il fornaio albanese aveva ucciso Mannina ritrovato cadavere nella palude del lago Azzurro a Santarcangelo. Il 29enne deve rispondere delle accude di duplice omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere, violenza privata, rapina, porto abusivo di coltello.

Insieme a Demiraj, alla sbarra con l'accusa di concorso lo zio 60enne, Sadik Dine, e la nuova fidanzata del 29enne, Monica Sanchi. In aula erano presenti solo i due uomini mentre la Sanchi, per problemi di salute, ha disertato l'udienza. Il fornaio una volta in carcere confessò tutto e ora la scelta del rito ordinario pare un tentativo di salvare dall'ergastolo il parente. Sanchi, 35 anni, cameriera riccionese, difesa dall'avvocato Nicola De Curtis, questa mattina non era in aula e risulta ancora ricoverata in una struttura ospedaliera per seri problemi di salute. 

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Parti civili nel procedimento sono i figli della Nusdorfi, uno dei quali avuto da Demiraj, che si sono costituiti con il procuratore speciale per i minori, la sorella della Nusdorfi e genitori e sorella di Mannina che hanno chiesto di essere sentiti. Mannina sarebbe stato ucciso perchè aveva avuto una relazione con la Nusdorfi.  In apertura il difensore di Demiraj ha fatto riferimento al delitto passionale e al codice Kanun per il quale il tradimento è un'onta da lavare col sangue.

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