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Omicidio Nusdorfi, si aggrava la posizione di Monica Sanchi considerata una complice

Perquisita dai carabinieri l'abitazione della riccionese 35enne, fidanzata di Dritan Demiraj, che avrebbe aiutato il killer nell'assassinio di Lidia e di Silvio Mannina

Nuova tappa nell'omicidio di Mozzate: nella mattinata di lunedì i carabinieri di Rimini hanno effettuato una serie di perquisizioni nella casa e nell’auto  di Monica Sanchi, la 35enne riccionese fidanzata di Dritan Demiraj, il fornaio albanese di 29 anni accusato di aver accoltellato a morte l’ex compagna Lidia Nusdorfi alla stazione di Mozzate l’1 marzo, e ucciso il 28 febbraio Silvio Mannina, strangolandolo e occultandone il cadavere nella ex cava dell'In.Cal. System di San Martino dei Mulini. Al termine della perquisizione, gli inquirenti hanno sequestrato quello che è stato definito una "sorta di diario-opuscolo" tenuto dalla Sanchi oltre alla fotocopia della lettera che, la 35enne, aveva scritto a Demiraj in carcere. Il computer della Sanchi, invece, con il quale avrebbe "agganciato" Mannina su Facebook inviandogli una serie di messaggi hard per convincerlo a presentarsi a Rimini, era già stato messo sotto sequestro dai carabinieri di Como nel corso di una perquisizione effettuato qualche settimana dopo l'omicidio di Mozzate.

Al momento sono due i fascicoli aperti dalle Procure di Como e Rimini sull'omicidio. Per Rimini, al momento, la Sanchi risulta essere iscritta nel registro degli indagati per favoreggiamento e occultamento di cadavere mentre, a Como, la 35enne riccionese è indagata per concorso nell’omicidio di Lidia Nusdorfi. Per gli inquirenti, tuttavia, il ruolo giocato dalla Sanchi nei due omicidi è ancora da approfondire. Resta, inoltre, l'ipotesi che Demiraj abbia consumato anche un terzo omicidio, quello del cugino che, nell'estate del 2013, aveva avuto una relazione con la Nusdorfi mentre la ragazza si trovava in Albania. Gli investigatori ora stanno cercando di capire, con l'aiuto delle autorità albanesi, se il giovane cugino è ancora vivo. Pare che Demiraj avesse già provato a ucciderlo, quando i genitori di lui scoprirono la tresca avvertendolo, e che il 29enne sia stato arrestato in Albania per il tentato omicidio del parente. Poi rilasciato, Demiraj aveva quindi fatto rientro in Italia per pianificare l'assassinio della Nusdorfi.

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