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Cronaca

Omicron 5, l'incidenza supera i 1200 casi in provincia: "Usate la mascherina per arginare la diffusione"

Ecco quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che ha rilevato in Italia nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi

Sono 1.209 casi da covid-19 per 100.000 abitanti nella provincia di Rimini. E' quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che ha rilevato in Italia nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (595.349 contro 384.093) e decessi (464 contro 392). In crescita anche i casi attualmente positivi (1.087.272 contro 773.450), le persone in isolamento domiciliare (1.078.946 vs 767.178), i ricoveri con sintomi (8.003 vs 6.035) e le terapie intensive (323 vs 237). I decessi sono stati 464 (+18,4%), di cui 27 riferiti a periodi precedenti; mentre i ricoverati in terapia intensiva sono stati 86 (+36,3%) in più. I Ricoverati con sintomi sono stati 1.968 (+32,6%), mentre le persone in isolamento domiciliare +311.768 (+40,6%). I nuovi casi in Italia sono stati 595.349 (+55%), mentre quelli attivi sono 313.822 (+40,6%).

"L'aumento dei nuovi casi settimanali (+55% rispetto alla settimana precedente) - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - per la terza settimana consecutiva supera il 50%, con un tempo di raddoppio dei casi di circa 10 giorni. L'incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 103 Province, di cui 38 registrano 1.000 casi per 100.000 abitanti: Napoli (1.433), Lecce (1.395), Cagliari (1.270), Brindisi (1.262), Salerno (1.235), Padova (1.234), Siracusa (1.230), Latina (1.224), Caserta (1.222), Rimini (1.209), Roma (1.207), Chieti (1.164), Perugia (1.163), Forlì-Cesena (1.160), Catania (1.148), Ravenna (1.146), Sud Sardegna (1.143), Bari (1.134), Teramo (1.130), Pescara (1.122), Venezia (1.121), Treviso (1.105), Messina (1.093), Vicenza (1.081), Oristano (1.078), Ragusa (1.076), Ascoli Piceno (1.068), Rovigo (1.068), Palermo (1.068), Barletta-Andria-Trani (1.056), Taranto (1.055), Belluno (1.052), Agrigento (1.048), L'Aquila (1.047), Frosinone (1.035), Pavia (1.032), Ancona (1.008) e Matera (1.008).

'Il netto aumento della circolazione virale - spiega Cartabellotta - aumenta la probabilità di contagio e lo sviluppo di malattia grave in chi ha fatto la terza dose da oltre 120 giorni: per questo appare un vero azzardo la scelta di rimandare la quarta dose all'autunno con i 'vaccini aggiornati', di cui ad oggi non si conoscono né le tempistiche di reale disponibilità né gli effetti sulla malattia grave. In tal senso è inaccettabile che, mentre la somministrazione delle quarte dosi per i pazienti vulnerabili rimane sostanzialmente al palo, peraltro con rilevanti diseguaglianze regionali, il dibattito si sposti sull'opportunità di allargare la platea a tutti gli over 70, senza prima potenziare le capacità di chiamata attiva da parte delle Regioni 'a fondo classifica''.

"In questa fase di crescita esponenziale dei contagi, che non contabilizza il 'sommerso' dei casi non dichiarati - conclude Cartabellotta - con evidenti segnali di impatto sugli ospedali, in particolare in area medica, è fondamentale agire su due fronti. Oltre ad accelerare ora la somministrazione della quarta dose nei pazienti vulnerabili, è indispensabile contenere la circolazione virale utilizzando le mascherine al chiuso, in particolare in luoghi affollati e poco ventilati, oltre che all'aperto in condizioni di grandi assembramenti con attività ad elevata probabilità di contagio. Infatti, al di là della scelta individuale di dichiarare alle autorità sanitarie la propria positività, l'isolamento domiciliare non è sinonimo di asintomaticità e bisogna chiedersi quanto costa al Paese (giornate lavorative perse, attività chiuse per Covid, vacanze cancellate ed altro) un'elevata percentuale di popolazione sintomatica o isolata a domicilio per Covid, che peraltro rischia di determinare un 'lockdown di fatto' su vari servizi, inclusi quelli turistici".

"Se il muro eretto dalla vaccinazione ha ridotto ospedalizzazioni e mortalità, oggi l'utilizzo della mascherina rimane lo strumento più efficace che ciascuno di noi ha per arginare la diffusione del virus: utilizziamola, facciamolo per la nostra salute, per i professionisti sanitari stremati da due anni e mezzo di pandemia, per l'economia del nostro Paese e per non ritrovarci nuovamente con gli ospedali in sovraccarico che causano inaccettabili ritardi alle cure di tutti i cittadini", conclude.

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