Operazione antidroga della polizia di Stato: 1 arresto e 2 denunciati

Oltre a un considerevole quantitativo di sostanza stupefacente, gli agenti hanno sequestrato anche un coltello serramanico

Foto archivio

E' di 1 arresto e di 2 persone denunciate a piede libero il bilancio dell'operazione antidroga effettuata dalla squadra Mobile della Questura di Rimini. A finire in manette è stato un 30enne di origini albanesi sorpreso con un considerevole quantitativo di cocaina mentre gli altri 2, un italiano e un albanese, sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio. Gli agenti, impegnati in un controllo specifico del terriotorio a Miramare, mentre transitavano in via Marconi nei pressi di un locale, hanno notato i tre seduti a un tavolino con fare sospetto. A un certo punto, uno degli uomini si è alzato per andare a recuperare un involucro sospetto in una stradina laterale per poi tornare dagli altri.

Intuendo che ci fosse stato uno scambio, gli agenti sono intervenuti ma, appena si sono palesati, uno dei denunciati ha cercato di disfarsi di due fazzolettini all'interno dei quali erano nascoste altrettante dosi di cocaina. La perqusizione ha permesso di trovare del denaro contante e un coltello serramanico con una lama da 7 centimetri. Anche il cellulare dell'arrestato è stato ispezionato e, al suo interno, sono state trovate delle foto che facevano ipotizzare come, il 30enne, risiedesse in un hotel poco lontano. Sia l'albergo che la camera sono stati scoperti e perquisiti permettendo di trovare sul letto e sotto il cuscino, avvolte con della carta, ulteriori dosi di cocaina già confezionate e pronte per lo spaccio.

Sempre nella camera, all'interno della quale regnava il caos a causa di cataste di rifiuti accumulate per ogni dove, sono state rinvenute le forbici utilizzate per la preparazione delle dosi, con un’infinità di ritagli di buste di colore azzurro, dalle quali erano state ricavate nel corso del tempo innumerevoli dosi di cocaina. La somma di denaro sequestrata, e le modalità con le quali l’uomo ha affrontato gli operanti, negando categoricamente anche l’evidenza, la moltitudine di buste ritagliate, dalle quali erano state ricavate centinaia di dosi identiche a quelle con le quali erano state confezionate quelle rinvenute in suo possesso, hanno fatto ipotizzare agli inquirenti un vasto giro di spaccio, che, tenuto conto della clandestinità dell’uomo (gli era stato ritirato il permesso di soggiorno con l’intimidazione a lasciare il territorio dello Stato), e della totale mancanza di redditi, era evidente fosse il suo unico mezzo di sostentamento. L’uomo condotto presso gli Uffici della Questura dove è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio.

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