Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Operazione "Dirty cleaning", il crimine organizzato nel settore delle sanificazioni: "E' un buon affare"

Sequestrata un'azienda riconducibile a un malvivente sottoposto al regime di sorveglianza speciale

La Guardia di Finanza di Rimini, al termine di una serie di indagini nel settore della sanificazione anti-covid, ha eseguito nella giornata di giovedì un sequestro preventivo per il reato di intestazione fittizia che vede coinvolte aziende anche di Pesaro e Trento. L'operazione, chiamata "Dirty cleaning", ha visto anche mettere i sigilli a una ditta che opera a cavallo tra la Romagna e le Marche. Secondo quanto emerso nel corso dellìindagine l'azienda sequestrata, sebbene intestata ad altra persona, sarebbe gestita di fatto da Salvatore Emolo, 43enne napoletano già noto alle forze dell'ordine, finito nei guai nel 2014 nell'ambito dell'operazione "Drugstore" che aveva stroncato lo spaccio nella zona di Lagomaggio dove era stato allestito un vero e proprio market della droga. Per il malvivente, fratello di Ferdinando uomo affiliato al clan camorristico dei Di Lauro condannato definitivamente nel 2010 per associazione per delinquere di stampo mafioso e più recentemente, nel 2017, per aver partecipato ad un raid punitivo di camorra, era stata attestata anche la pericolosità sociale tanto che era sottoposto alla sorveglianza speciale.

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Secondo la Guardia di Finanza, infatti, Salvatore Emolo per eludere le disposizioni di legge inerenti alle misure di prevenzione patrimoniali lo scorso aprile in piena emergenza Coronavirus sarebbe diventato il socio occulto di una ditta individuale operante nel settore delle sanificazioni delle autovetture, degli esercizi commerciali e degli hotel sia in provincia di Rimini che in quella di Pesaro-Urbino  partecipando agli utili ed utilizzando le autorizzazioni rilasciate alla stessa. Egli così operando rilasciava certificazioni e fatture, grazie alla ditta individuale intestata fittiziamente a terzi. Gli inquirenti delle Fiamme Gialle hanno ricostruito lo schema imprenditoriale che è risultato essere particolarmente redditizio per 43enne napoletano tanto che questi, nel corso di alcune intercettazioni telefoniche, compiacendosi per il suo fiorente giro d’affari, ha definito il Coronavirus “un buon affare”. Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip di Rimini costituisce l'epilogo delle indagini economico-patrimoniali condotte dalle Fiamme Gialle coordinate dal sostituto procuratore Paolo Bonetti e finalizzate al contrasto delle intestazioni fittizie di beni e dei tentativi d’infiltrazione della criminalità nell’economia legale della provincia.

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