menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Operazione Mirror: le mani della malavita organizzata sul settore turistico

Avviso di conclusione delle indagini per i soggetti implicati nell'operazione dei carabinieri che aveva portato all'arresto di 20 persone e alla chiusura dei night club "La Perla" e "Lady Godiva" oltre al sequestro di beni per oltre 5 milioni

Nuovi sviluppi dell'operazione "Mirror", portata a termine dai carabinieri di Rimini alla fine dello scorso aprile, nell'ambito della quale erano venuti alla luce gli interessi della criminalità organizzata in numerose attività turistiche della Riviera. In quella occasione, le indagini svolte dai carabinieri del Comando Provinciale di Rimini avevano permesso di sgominare un'organizzazione dedita al riciclaggio del denaro proveniente da estorsioni e rapine e, dopo 5 mesi, la Divisione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bologna ha notificato ai 21 arrestati la conclusione delle indagini.

Nel corso dell'estate sono comunque emerse nuove ed inquietanti prove su come, in Riviera, si sia radicata la malavita organizzata che ha puntato tutto il suo interesse nelle strutture turistiche riminesi. In particolare, una vicenda che all'inizio delle indagini era stata ritenuta di secondo piano ha portato alla denuncia di altri due soggetti legati alla banda. Questi, entrambi 51enne, erano riusciti ad acquistare la gestione di un hotel di Miramare intestandola alla classica "testa di legno". Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti dell'Arma, il vecchio gestore dell'albergo si era trovato in difficoltà economiche e, stando a quanto dichiarato dagli indagati nel corso delle intercettazioni telefoniche, doveva pagare un debito di 20mila euro agli esponenti del clan Vallefuoco. Essendo tutti e due gli acquirenti già noti alle forze dell'ordine, questi si erano affidati al prestanome, un pizzaiolo di Caserta da anni residente a Rimini, per la fittizia intestazione della gestione. I 51enni, comunque, sempre intercettati dai carabinieri non esitavano ad affermare che qual'ora la "testa di legno" si fosse comportata male non avrebbero esitato a picchiarla a sangue per riportarla in "carreggiata".


 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RiminiToday è in caricamento