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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Riccione

Operazione "Pandora", stroncata la banda di nomadi autori dei furti in abitazione

Blitz dei carabinieri della Compagnia di Riccione, ingente il bottino in monili d'oro recuperato dai militari dell'Arma

Si è conclusa nella notte tra venerdì e sabato l'operazione "Pandora" dei carabinieri della Compagnia di Riccione che, al termine di una serrata indagine, hanno arrestato quattro malviventi di origine rom autori di una lunga serie di furti nelle abitazioni dell'entroterra riccionese. L'inchiesta era partita all'indomani della retata fatta nel pesarese, che aveva visto arrestare degli altri topi d'appartamento, in seguito ad altri furti registrati a Cattolica. A permettere agli inquirenti di individuare la seconda banda è stato un cittadino cattolichino che aveva notato alcuni soggetti, già noti alle forze dell'ordine, che si aggiravano in città.

IL VIDEO DEGLI ARRESTI

I quattro, residenti tra Roma, Aprilia a Zagarolo, sono tutti italiani di etnia rom i cui movimenti sono stati seguiti dagli inquirenti dell'Arma. I pedinamenti hanno così permesso di ricostruire una decina di colpi tra la Regina e la provincia di Pesaro-Urbino. Il modus operandi era sempre lo stesso: prendere di mira abitazioni isolate e sprovviste ti sistemi di allarme e, una volta penetrati all'interno, messe a soqquadro in cerca di preziosi. Nella giornata di venerdì, nel corso del pedinamento, i ladri sono stati sorpresi in flagranza mentre mettevano a segno un colpo nella provincia marchigiana. Un colpo da 10mila euro che ha fatto scattare l'intervento dei carabinieri che si sono messi all'inseguimento dei malviventi in fuga fino a bloccarli, 60 chilometri dopo, ad Acqualagna dove è stato intimato l'alt all'auto della banda. Nonostante questo, il guidatore ha spinto sull'acceleratore fino a speronare il mezzo dell'Arma e a proseguire per alcuni metri abbandonando poi il loro veicolo. A piedi si sono poi tuffati in un corso d'acqua e a continuare nei campi.

Operazione "Pandora"

In un primo memento i carabinieri sono riusciti a bloccare tre dei malviventi e, solo dopo un rastrellamento della zona, anche il quarto è stato ammanettato. Portati in caserma, sono stati identificati e, a loro carico, sono emersi numerose segnalazioni per reati come furto, rapina e tentato omicidio. In loro possesso è stata trovata numerosa refurtiva, riconducibile a circa 20/25 colpi commessi in passato, oltre a svariati arnesi da scasso. Originari del Lazio, gli arrestati hanno 43, 46, 38 e 24 anni; Parenti tra loro e sul fermo deciderà la Procura di Urbino nei prossimi giorni. L'ipotesi degli inquirenti dell'Arma è che i quattro arrestati prendessero di mira determinate zone e, di volta in volta, dopo aver operato per alcuni giorni mettendo a segno i colpi poi lasciassero il territorio col bottino per tornare nelle loro residenze.

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