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Cronaca

Restano 80 ricoverati e i reparti Covid chiudono. "L'ospedale verso un ritorno alla normalità"

Il padiglione Flaminio e l'area chirurgica tornano alle funzioni originali. Possibile riconversione anche di Villa Maria. Le sale operatorie tornano a pieno regime

L’obiettivo è quello, entro la fine del mese, di un graduale ritorno alla normalità. Il peggio all’ospedale Infermi di Rimini sembra essere passato. E in queste ore il presidio ospedaliero sta attraversando una fase di transizione “per riportare i reparti nella configurazione originaria”, conferma la direttrice del presidio ospedaliero di Rimini Francesca Raggi. Dopo mesi resi complicati dal diffondersi del Coronavirus, all’ospedale di Rimini i ricoverati scendono sotto quota 100. Attualmente in corsia restano in cura 80 pazienti Covid, di cui 9 in rianimazione tra sub e intensiva. Restano poi ancora una trentina di pazienti in cura a Villa Maria.

Martedì (15 febbraio) è in programma la task force che deciderà le prossime mosse sulla logistica dei reparti Covid. “Abbiamo al momento delle ipotesi che stiamo vagliando, su quali reparti resteranno a supporto in caso di nuova emergenza”, sottolinea la direttrice Raggi. Ma il quadro lascia ben sperare. Nei prossimi giorni il padiglione Flaminio cesserà il suo ruolo, dopo che era stato aperto proprio per gestire le criticità dettate dal Covid. Lo stesso vale per il reparto dell’area chirurgica che tornerà alla sua missione originaria. “Successivamente si ragionerà sulla riconversione delle attività di Villa Maria”.

Recuperando una serie di posti nei reparti per le degenze torneranno a pieno regime anche le attività delle sale operatorie. Anche se a Rimini si è sempre cercato di contenere ritardi e disagi: “Abbiamo cercato di ridurre al minimo i tempi di attesa – spiega la direttrice Raggi -, e abbiamo tenuto delle buone performance anche rispetto ad altre realtà regionali. Ma non eravamo a pieno regime, cosa che invece tornerà a registrarsi nelle prossime ore”.

Anche le visite ambulatoriali vedono un trend in miglioramento. “Le visite specialistiche, in particolare, sono in fase di recupero – dice la Raggi -, in alcuni casi restano dei tempi di attesa più lunghi dettati dalla necessità di sanificazioni particolari prima e dopo ogni singola visita”. Anche il numero di medici e infermieri che erano stati costretti durante il mese di gennaio a restare a casa, perché in quarantena o contagiati, sta rientrando e si segnalano meno criticità.

Presto potrebbe esserci un segnale di apertura anche per le visite di partenti e amici ai pazienti ricoverati. “Va sottolineato che per casi specifici di assistenza si è sempre potuto accedere ai reparti – conclude Francesca Raggi -, con molta cautela, e facendo fede alle indicazioni regionali che vengono recepite dalla direzione sanitaria, è possibile che nei prossimi giorni comunicheremo una rimodulazione degli accessi sui singoli presidi ospedalieri".

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