Ospizio degli orrori, un Natale sereno per gli anziani. Scattano i sigilli alla struttura

Per un’anziana ospite che si è reso necessario il ricovero d’urgenza: è tuttora ricoverata in condizioni stabili all'Infermi.

Giovedì sera tutti gli anziani ospiti della casa di riposo "La Collina" sono stati trasferiti presso idonea struttura ricettiva per anziani a Rimini, ove potranno trascorrere nel modo migliore le festività natalizie. Al termine delle operazioni di riallocazione degli anziani ospiti curate dall’Ausl Romagna, con la presenza dei militari del Nas di Bologna, sono sati apposti i sigilli alla struttura che è stata affidata all’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Rimini. Gli accertamenti all’interno della struttura ricettiva, hanno fatto, inoltre, emergere che all’interno di alcuni locali le condizioni microclimatiche non erano idonee: gli anziani si lamentavano per il freddo e risultavano persino allestiti posti letto in più rispetto alla capacità ricettiva autorizzata. Agli operanti, hanno ricostruito gli investigatori, non era consentito accedere al deposito dei presidi sanitari e del materiale necessario per l’igiene e la cura degli ospiti (pannoloni, detergenti e garze) in quanto chiuso a chiave. Per un’anziana ospite che si è reso necessario il ricovero d’urgenza: è tuttora ricoverata in condizioni stabili all'Infermi.

Le indagini

Erano lasciati senza cibo e tra la sporcizia. Una vita d'inferno per i 36 anziani ospiti della casa di riposto "La collina" di Mondaino che, giovedì mattina, ha visto i carabinieri del Nas irrompere nella struttura. I militari dell'Arma hanno eseguito 6 misure cautelari, di cui una in carcere per la titolare Maria Luisa Bulli, Bruno Riccardo operatore sociosantario 56enne, fino ai domiciliari, ed altre quattro persone sottoposte all'obbligo di firma. Le indagini erano partite lo scorso mese di giugno ed hanno interessato sia la casa di riposo che la struttura protetta. Le due realtà, che al massimo potevano ospitare 40 persone, nel corso dell'inchiesta è emerso che tale numero non era sempre rispettato.

Secondo quanto accertato dai Nas, il personale era fortemente insufficiente per accudire gli anziani ospiti tanto che, anche giovedì mattina durante il blitz, sono stati solamente 2 i dipendenti trovati nella struttura. Tutto è partito da un accertamento dell'Asl, la scorsa primavera, che ha poi informato i militari dell'Arma su quanto accadeva all'interno de "La collina". Il successivo monitoraggio della casa di riposo ha permesso di evidenziare come gli anziani non venissero seguiti a dovere e, in alcuni casi, lasciati vagare per il paese fino a quando non ci si rendeva conto che si erano allontanati. Gli stessi operatori somministravano tranquillanti, non prescritti dalle terapie, per tenere sedati gli ospiti in maniera tale che non causassero problemi.

Poco tempo fa una situazione analoga, sempre nel riminese: qui la notizia

Nel corso del tempo, sono stati accertati anche 50 accessi al pronto soccorso per sospette "cadute accidentali" che hanno portato a prognosi anche superiore ai 60 giorni tanto che si ipotizza che gli stessi venissero picchiati. Dalle intercettazioni, poi, è emerso come un 63enne fosse stato colpito a calci nelle parti intime. In un altro caso, un 65enne è stato minacciato di "spezzargli le gambe" se avesse suonato il campanello per richiedere l'intervento di un addetto. Visitati durante il controllo di giovedì mattina, diversi i casi di piaghe da decubito mentre due anziani ospiti, a causa delle loro condizioni, sono stati trasportati in ospedale per le cure del caso.

Anche i farmaci non venivano forniti, in quanto non presenti nella casa di riposo, così come il cibo che veniva lesinato nonostante nei registri tutto venisse riportato per far apparire tutto in regola. Sempre sul fronte dei farmaci, mancavano quelli indispensabili e salvavita mentre, altri, risultavano essere scaduti. Allo stesso tempo, il personale era fortemente inadeguato e, tra questi, è anche spuntato un falso infermiere mentre chi avrebbe dovuto allietare le giornate degli anziani veniva impiegato come operatore socio sanitario.

La retta, pagata dagli ospiti, variava tra i 1300 e i 1700 euro al mese. La struttura, del valore di 2 milioni di euro, è stata messa sotto sequestro e gestita, momentaneamente, dall'Asl in attesa che gli anziani vengano ricollocati in altre case di riposo. Allo stesso tempo, sono in corso i sequestri dei saldi dei conti correnti della Bulli che, nel corso della perquisizione della sua abitazione, è stata trovata in possesso 8 fucile e 4 pistole. Oltre alla Bulli e a Bruno, dovranno rispondere a vario titolo dei reati di abbandono di incapaci, maltrattamenti, abuso di mezzi di correzione, esercizio abusivo della professione, falsità ideologica, esercizio arbitrario delle proprie ragioni, truffa e insolvenza fraudolenta gli operatori sociosanitari S.P.I., 48enne bulgara, S.T., 33enne pesarese, V.A., 27enne napoletano, K.N., 38enne albanese, e l'infermiere 52enne di origini senegalesi M.L..

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