Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Centro / Via Tempio Malatestiano

Palazzo Lettimi: il sindaco Gnassi presenta il nuovo Study City Center di Rimini

Un complesso integrato di servizi allo studio che include la nuova biblioteca universitaria con oltre 60.000 volumi e oltre 150 posti a sedere, una sala conferenze/esposizioni a disposizione dell'Università e della città, spazi ricreativi

Il lotto ha una superficie complessiva di circa mq. 1560. La superficie del sedime del fabbricato originario è pari a 1100 mq, mentre la superficie totale del fabbricato originario nell’ipotesi di ricostruzione del Palazzo Lettimi si può presumere spossa raggiungere circa 3200 mq. Le murature superstiti esistenti che consistono in porzioni di muratura con uno sviluppo di ml 120 e di altezza variabile (circa 5 ml, 9 ml. 11 ml), insistono su una area di circa 300 mq. sul fronte di Via Tempio Malatestiano, mentre l’ex studio Morri si è conservato per circa 125 mq. Inoltre ci sono 40 ml di muratura superstite lato ex ristorante Pic Nic.

Palazzo Lettimi è uno dei più prestigiosi palazzi del Rinascimento riminese, rappresenta ancora oggi una ferita aperta nella città dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Costruito agli inizi del Cinquecento da Carlo Maschi, uomo di governo insignito di varie cariche pubbliche, il palazzo, di quattro piani, passò in eredità alla famiglia Marcheselli. Fu Carlo che commissionò la decorazione del salone del piano nobile, affidata nel 1570 al faentino Marco Marchetti, noto per aver lavorato a Palazzo Vecchio di Firenze. Tema delle pitture erano le gesta di Scipione l’Africano ai tempi della seconda guerra punica. Alcune delle tavole a soffitto, salvate dai disastri della guerra, sono ora al Museo della Città.

L’edificio, che aveva ospitato i regnanti inglesi e Cristina di Svezia, nel 1770 entrò in possesso della famiglia Lettimi. Andrea, il nuovo proprietario, restaurò la costruzione e la innalzò di un piano, collegandola all’attigua residenza. Dal 1902 diventò di proprietà comunale per lascito testamentario, con il vincolo che il Liceo musicale fosse intitolato a Giovanni Lettimi. Del palazzo cinquecentesco si conserva il portale che, nelle formelle a bugna, unisce i simboli araldici della rosa quadripetala malatestiana ed il diamante dei Bentivoglio, in ricordo forse di un’unione matrimoniale fra le due famiglie vicine a Carlo Maschi. Cinquecenteschi anche il caratteristico muro a scarpa, raccordato alla parete da un cordolo in pietra e le finestre corniciate in pietra, sormontate dallo stemma della famiglia Maschi e da una coppia di delfini.

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