Cronaca

Parchi aperti dal 1 luglio, i sindacati preoccupati per i lavoratori

La Cigl: "Riteniamo pertanto indispensabile che nei confronti di queste lavoratrici e di questi lavoratori vi sia un particolare attenzione indirizzata a difenderne il mantenimento del reddito e dell’occupazione"

Il turismo è sicuramente uno dei settori economici maggiormente colpiti e penalizzati dagli sviluppi della crisi pandemica. Un settore economico di grande rilevanza capace di produrre circa il 13% del PIL dell’Emilia-Romagna. La stagione estiva ormai alle porte potrebbe rappresentare, così come è accaduto lo scorso anno, un’opportunità per superare l’attuale stato di grande sofferenza, quanto meno per tutte quelle attività legate al turismo della stagionalità balneare. Anche il cronoprogramma ipotizzato dal governo con le prossime aperture sembra spingere in quella direzione, ma su alcune date stabilite abbiamo perplessità e preoccupazione. Un settore importante della filiera turistica nella nostra regione è senza dubbio quello dei Parchi a tema e divertimento per i quali la riapertura non è prevista prima del 1° luglio. Mirabilandia, Italia in miniatura, Fiabilandia, Acquafan, Oltremare e Acquario di Cattolica, solo per citarne alcuni ma senza dimenticare gli altri sia della Riviera romagnola che dell’entroterra emiliano, attività che danno lavoro a circa 2.000 persone quasi prevalentemente lavoratrici e lavoratori stagionali.

"La riapertura prevista solo per il 1° luglio ci preoccupa - spiega la Cigl - per un’ulteriore riduzione della stagione lavorativa che inciderà negativamente in termini occupazionali e di reddito e con un accorciamento del periodo indennizzabile da Naspi che avrà ripercussioni negative anche in tema di prospettiva previdenziale per gli stagionali coinvolti. Siamo consapevoli che attività come quelle dei Parchi divertimento non rientrano nell’alveo delle attività essenziali, per questo tra l’altro sono chiuse da ottobre scorso, ma in un ottica di ripartenza di tutte le attività, posticipare questa aperture mette a rischio l’occupazione in un settore che ha un ruolo importante nel comparto del turismo. Riteniamo pertanto indispensabile che nei confronti di queste lavoratrici e di questi lavoratori vi sia un particolare attenzione indirizzata a difenderne il mantenimento del reddito e dell’occupazione. Il sistema dei bonus e delle indennità messe in campo  dal governo precedente e confermate dal Dl Sostegni del governo Draghi fino ad ora è stato un paracadute per lavoratrici e lavoratori stagionali che non hanno accesso ad altre forme di sostegno al reddito. Riteniamo però che questo sistema debba essere riproposto proprio a tutela di chi si troverà nell’impossibilità di poter lavorare per l’intera stagione turistica. Inoltre, consideriamo non più rinviabile una modifica della Naspi che tenga conto delle peculiarità del lavoro stagionale e non penalizzi, come accade ora, gli stagionali sia in termini di sostegno al reddito che in termini previdenziali, e rivendichiamo la necessità di un ammortizzatore sociale adeguato a sostenere la stagionalità per garantire buona occupazione e  non disperdere un patrimonio lavorativo e di professionalità che garantisce un fondamentale contributo ad uno dei settori economici più importanti della nostra regione quale è il turismo".
 

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