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Parco eolico, "Basta plastica in mare" chiede il ritiro del progetto di fronte alla costa

L'associazione afferma: "Non riminizziamo anche il mare". E chiede l'istituzione di un comitato misto pubblico-privato di esperti per quantificare la produzione di energia necessaria

"Non riminizziamo anche il mare". Con una lettera aperta alle Istituzioni, l'associazione "Basta plastica in mare" chiede il ritiro del progetto di un parco eolico di fronte alla costa riminese presentato dalla società Energia Wind 2020 e l'istituzione di un comitato misto pubblico-privato di esperti per quantificare la produzione di energia necessaria al territorio (e non solo) e valutare e programmare le azioni conseguenti.

"Il progetto per noi è sbagliato", taglia corto la presidente Manuela Fabbri in videconferenza con la stampa venerdì mattina, con presente anche il rappresentante della società promotrice, Giovanni Selano. "Non siamo indifferenti alle istanze emerse", replica quest'ultimo, sottolineando che, nell'ambito della Via, la valutazione di impatto ambientale, "c'è la possibilità di ragionare su localizzazione, quantità e tutto il resto. Il progetto non è versus qualcosa, può essere migliorato, allontanato". L'associazione ambientalista però tira diritto. "Si deve tenere in considerazione ciò che il territorio ha deciso", servono rinnovabili "compatibili con le sue vocazioni". Ecco perché se il progetto va alla Via "ci opporremo in tutte le sedi e diventerà più costo per tutti", avverte Fabbri. "Siamo per le rinnovabili, ma questo impianto non è compatibile con il nostro mare e con la pianificazione energetica territoriale", le fa eco Marco Zaoli, coordinatore della summer school con protagonista proprio il mare che verrà organizzata dall'associazione questa estate. Insomma, "il tema non è 'not in my backyard', impianti di queste dimensioni rinnovano lo sfruttamento di risorse, sono una scorciatoia".

Comune e Provincia di Rimini, Regione e altri soggetti, inizialmente erano favorevoli, ricorda allora Selano, sottolineando che "non e' vero che il territorio si è espresso negativamente, si è lanciata la palla in avanti con una serie di dichiarazioni ambientali ed è prevalsa una estrema precauzione". Tuttavia, durante la prima fase autorizzativa "non sono emersi motivi tecnici ostativi e si potrebbe arrivare alla Via", dove "comparare alternative di progetto", senza dimenticare però che l'ambito non è di competenza locale". Per l'associazione il mare deve essere protagonista delle scelte ambientali. Per questo ad agosto verrà organizzata una summer school di quattro giornate che affronterà, grazie a docenti universitari, escursioni e casi studio, tre argomenti principali: la pianificazione dello spazio marittimo, con relative aree protette; il rapporto mare-crisi climatica e la resilienza della costa; le microplastiche. A conclusione una eco-nuotata di sette chilometri da Cattolica a Fiorenzuola di Focara nelle Marche. "Le associazioni vanno coinvolte nella conversione energetica ed ecologica", così come nelle azioni e progetti finanziati con il Recovery fund europeo, tira le somme il vicepresidente Edoardo Carminucci. L'eolico "non è la panacea", prosegue, per un'area energivora come quella riminese serve "un piano energetico locale ambizioso", senza "compromessi al ribasso". Non piace per esempio l'idea di una colonia Novarese "in stile Las Vegas" per congressisti e turismo di massa", deve avere "una finalità inclusiva e propositiva", un centro studi nazionale e internazionale.

(Agenzia Dire)

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