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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Parco giochi in spiaggia, 6 euro per utilizzare il servizio. Biagini (Conamal): "Non so se ridere o piangere"

Il presidente del Coordinamento Nazionale mare libero Roberto Biagini: "Il Bagno 62 divide i bambini in chi può accedere ai "suoi” giochi"

Roberto Biagini, presidente del Coordinamento Nazionale mare libero, alimenta il dibattito a fronte della notizia che in un bagno della spiaggia riminese è necessario pagare 6 euro per fare accedere i bambini al parco giochi. In realtà i 6 euro sono per il noleggio del lettino, in sostanza viene richiesto di essere clienti dello stabilimento per poter utilizzare i servizi. Biagini non ci sta e tramite un comunicato esprime tutto il suo disappunto. “Il Bagno 62 divide i bambini in chi può accedere ai “suoi” giochi, pagando l’obolo di 6 euro e chi invece ne viene estromesso perché “non è di questo bagno”. Una madre si è sentita rivolgere queste parole nel momento in cui i suoi figli volevano accedere alle strutture per giocare”.

“Il protagonista dell’episodio – spiega Biagini, riprendendo quanto pubblicato dalla stampa locale -, è il concessionario “scaduto” del Bagno 62 di Rimini, Mauro Vanni, nonché presidente di Confartigianato Imprese Balneari: è chiaro che la notizia è di per sé ancor più grave. Se poi si consideri che lo stesso Vanni il 27 gennaio del 2013 è stato consacrato “diacono” in duomo dall’allora vescovo di Rimini monsignor Francesco Lambiasi, a questo punto non si sa se ridere o piangere”.

“Il “diacono” – prosegue Biagini in una nota scritta -, ritenendo di giustificarsi, coinvolge anche i suoi colleghi affermando che “è così da anni”, a meno che, si intende, volesse riferirsi solo allo stabilimento n. 62. A questo punto, sindaco Jamil Sadegholvaad e assessora al demanio marittimo Roberta Frisoni, a voi la palla. Ricordo che il demanio marittimo è un bene pubblico, accessibile gratuitamente e liberamente a tutti, anche ai bambini che vogliono giocare senza pagare. Ritenete (sbagliando) la concessione ancora in essere? Allora ricordo che il codice della navigazione ne prevede la decadenza per “cattivo uso”. Io ci inserisco anche la “revoca” per indegnità e violazione delle regole della correttezza. In ogni caso un soggetto che si comporta così, un bene pubblico non lo deve a mio avviso mai più “sfiorare”.

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