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Parte la posa della barriera soffolta di Wmesh

L'opera progettata per difendere la spiaggia di Riccione dall'erosione e allo stesso tempo proteggere l’habitat marino

E’ iniziata questa mattina e durerà fino a venerdì 13, la posa dei moduli WMesh, il sistema innovativo di barriere permeabili soffolte studiate per la difesa della costa e dell’habitat marino con il quale a Riccione si sta sperimentando un nuovo sistema per limitare l’erosione del mare. Il WMesh funziona riducendo l’onda in arrivo e limitando il deflusso dei sedimenti verso il largo, garantendo così il mantenimento degli interventi di ripascimento della spiaggia che si effettuano ogni anno. Nel 2017 furono posizionati inizialmente tre moduli a circa 300/400 metri dalla costa, quella fu definita la fase due, mentre la precedente fase uno era stata uno studio utile al fine di monitorare il fondale vicino al manufatto e per verificarne le dinamiche innescate nel tempo ad opera delle correnti. La fase due prevedeva dunque il posizionamento di una nuova struttura dell’estensione di circa 100 metri da collocare sul fondale marino in prossimità delle barriere soffolte nella zona sud, davanti alla colonia Enel. Con questa terza fase vengono invece posizionati a largo della costa, sempre a circa 400 metri, 16 moduli distanti  circa 50 metri dalla barriera soffolta in sacchi e posizionata più verso riva.

Come è noto l’intervento rientra nell’ambito di una convenzione che è stata stipulata con Edil Impianti 2 di Santarcangelo, di partneriato pubblico privato, in cui sostanzialmente a carico della Edil Impianti è prevista appunto la posa delle strutture con relativi costi di monitoraggio tecnico scientifico. Il Comune si impegna a rilasciare tutte le autorizzazioni per l’esecuzione del progetto di sperimentazione, alla consegna delle aree, ad individuare il luogo dove posizionare la barriera soffolta, ad eseguire le analisi del fondale preposto alla barriera e acquisire presso gli Enti di competenza le dovute autorizzazioni. Operazioni che il Comune ha già concluso fornendo la documentazione agli uffici competenti e alla capitaneria di porto, che si sono espressi tutti favorevolmente. 

“Proseguiamo con il progetto WMesh  - ha detto l’assessore al Demanio, Andrea Dionigi Palazzi presente oggi all’inizio dei lavori - l’obiettivo è come noto sempre quello garantire il mantenimento delle opere di difesa della costa contrastando l’azione erosiva del mare, e proseguire l’azione di ripopolamento della fauna marina  e la tutela dell’ambiente in generale. Abbiamo visto che anche per il mantenimento dell'ecosistema marino, la barriera che è quasi diventata “un’oasi reef” artificiale, vissuta da diverse specie di flora e fauna marina può anche trasformarsi in un’offerta turistica differente per gli amanti delle escursione subacquee”.

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