Partorisce e getta il feto nel cassonetto, donna straniera indagata per infanticidio

Una 44enne, insieme a un amico, dovrà rispondere della pesante accusa di aver soppresso il feto di 24 settimane facendolo sparire dopo aver preso farmaci abortivi nell'estate del 2013

Una triste vicenda di squallore e disagio che vede protagonista una donna straniera 44enne, residente nel riminese, e il suo amico e connazionale di 46 anni indagati per infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale per aver fatto sparire un feto di 24 settimane. La vicenda risale al luglio del 2013 quando, al pronto soccorso dell'Infermi, si presenta la donna che accusa forti dolori all'addome. I medici capiscono subito che qualcosa non va e trasferiscono la paziente nel reparto di ostetricia e ginecologia dove, i sanitari, scoprono dei pezzi di placenta ancora presenti nell'utero e si rendono conto che la 44enne ha appena partorito. Del piccolo, tuttavia, non vi è nessuna traccia e, dall'ospedale, parte la chiamata ai carabinieri che accorrono in corsia per interrogare la donna e capire cosa sia successo. Messa alle strette, e davanti all'evidenza, la straniera inizia a fare alcune parziali ammissioni raccontando agli inquirenti dell'Arma di avere partorito ma che, il bambino, è nato già morto tanto che è stato buttato in un cassonetto. Una storia agghiacciante tenuto conto che, oltretutto, le prime indagini dei carabinieri non riescono a trovare traccia del feto mentre, da ulteriori accertamenti sanitari, emerge che il bambino non poteva essere in gestazione da più di 6 mesi. Il racconto della 44enne, quindi, non viene creduto dai carabinieri che proseguono le loro indagini fino a scoprire un amico e connazionale della donna che, stando alle accuse, all'insaputa del marito della straniera aveva procurato, probabilmente tramite internet, dei farmaci abortivi. La 44enne, sposata e con già un figlio, non aveva mai rivelato al marito di essere rimasta incinta forse, anche, a causa della loro situazione economica fortemente disagiata preferendo rivolgersi all'amico per interrompere la gravidanza. Adesso, entrambi, dovranno rispondere in tribunale della gravissima accusa.

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