Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Paura ingiustificata di restare senza cibo, Coldiretti: "Comportamento irrazionale"

"Occorre ora evitare le inutili e pericolose file ai supermercati con quasi 1 italiano su 3 (30%) che non resiste nemmeno 72 ore prima di dover uscire per fare la spesa"

In riferimento all'appello del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a mantenere attiva l'operatività della filiera agroalimentare per garantire le forniture di cibi e bevande essenziali alla popolazione, interviene Coldiretti con una dichiarazione e una sua recente indagine. "Con le crescenti difficoltà alle frontiere tra Paesi, l'approvvigionamento alimentare degli italiani nei supermercati è assicurato dall'agricoltura nazionale che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi,  dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi". 

"Occorre ora evitare le inutili e pericolose file ai supermercati con quasi 1 italiano su 3 (30%) che non resiste nemmeno 72 ore prima di dover uscire per fare la spesa in negozi, supermercati e alimentari". Secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' dalla quale emerge che nel 38% delle case degli italiani sono state ammassate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovarli più disponibili sugli scaffali.

Dall'indagine dettagliata emerge che nelle dispense sono stati accumulati soprattutto: pasta, riso e cereali (26%), poi latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%). Un comportamento irrazionale che - continua la Coldiretti - mette sotto pressione il lavoro di oltre 3 milioni di italiani che continuano ad operare nella filiera alimentare, dalle campagne all'industria fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione. Una realtà che allargata dai campi agli scaffali vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil grazie al lavoro tra gli altri di 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercati (21.101), discount alimentari (1.716), minimercati (70.081) e altri negozi (138.000)".

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