Paura per degli escursionisti riminesi rimasti bloccati sul Gran Sasso e sulla Majella

I ragazzi hanno smarrito il sentiero durante una gita di due giorni, recuperati dal soccorso alpino abruzzese

I soccorritori in azione sulla Majella

Disavventura a lieto fine per quattro escursionisti riminesi, due ragazzi ventenni e una coppia di 43 e 30 anni, rimasti bloccati durante una gita sul Gran Sasso e sulla Majella. I più giovani erano arrivati in Abruzzo per una due giorni da trascorrere sul massiccio della Majella, erano partiti da Fara San Martino alla volte del Monte Amaro, a un'altitudine di 2793 metri sul livello del mare. A causa delle difficili condizioni meteo, caratterizzate da una pioggia battente che ha contribuito a rendere impraticabile il percorso, i riminesi sono rimasti bloccati e hanno allertato il soccorso alpino. Gli escursionisti, ben attrezzati, sono riusciti a fornire ai soccorritori le coordinate geografiche grazie al gps e sono stati raggiunti dalle squadre di soccorso che, utilizzando la corda, hanno recuperato entrambi. Spossati e infreddoliti, per i romagnoli nessuna conseguenza fisica a parte il forte spavento.

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Più complesso il salvataggio della coppia rimasta bloccata sul Gran Sasso che, per un intero pomeriggio, ha mobilitato il personale del soccorso alpino. I due, intorno alle 16 di sabato, hanno lanciato l'allarme al 118 di Teramo mentre si tovavano sulla strada del ritorno dal Corno Grande. La coppia, tuttavia, non ha saputo fornire indicazioni sul luogo esatto nel quale si trovavano e, a complicare la situazione, le difficoltà nell'utilizzare il cellulare che, a un certo punto, ha smesso di funzionare. Solo verso le 21, grazie all'aiuto dei carabinieri che sono riusciti a triangolare il segnale del telefonino con le celle, è stato possibile individuare la zona sul versante teramano del Gran Sasso.

Nonostante i numerosi tentativi dell'elicottero del 118, che più volte sfidando il maltempo ha sorvolato il Gran Sasso, i due escursionisti sono stati ritrovati in prossimità della Grotta dell'Oro, in Val Maone, da una squadra di terra del Soccorso Alpino.
I due hanno in seguito raccontato di essersi spostati più volte nel tentativo di rendersi visibili, ma la presenza di zone innevate e la mancanza di attrezzatura invernale li ha costretti a cambiare spesso direzione. Pioggia e grandine e in tarda serata le precipitazioni nevose ad alta quota hanno fatto temere il peggio anche perchè. gli escursionisti, erano soltanto con un equipaggiamento estivo. Spossati per la disavventura, hanno deciso di alloggiare a Prati di Tivo, per poi recuperare la propria auto a Campo Imperatore.

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