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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Cronaca

Adescava i ragazzini in chat con la complicità della moglie, bidello a processo

L'uomo si spacciava per esperto di montaggi video sui social per poi scambiare contenuti a sfondo sessuale e offrirsi di aiutare i minorenni con le loro problematiche anche mediante riti e poteri magici di cui sosteneva di essere dotato

Per entrare in contatto con le vittime, tutti ragazzini tra i 14 e i 17 anni, si spacciava per esperto di montaggi video su internet offrendo ai giovanissimi i suoi servigi convincendoli che grazie a lui sarebbero diventati famosi sui social network ma la realtà era ben diversa. In realtà si sarebbe trattato di un pericoloso predatore sessuale che, dopo aver carpito la fiducia dei minorenni, avviava chat a sfondo sessuale con scambio di foto e video offrendosi allo stesso tempo come "spalla" per risolvere i problemi dei ragazzini anche mediante riti e poteri magici di cui sosteneva di essere dotato, instaurando così "un rapporto intimo ed esclusivo, che gli consentiva di manipolarli al fine di perseguire i propri scopi" il tutto con la complicità della moglie. A processo per adescamento di minori, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Rimini, c'è un bidello 37enne e la moglie 38enne con lui già finito nei guai per violenza sessuale su minori. Secondo l'accusa l'uomo contattava gli amici del figlio cercando di carpire la loro fiducia per poi avviare le chat a luci rosse mentre, la moglie, contattava i genitori dei ragazzini rassicurandoli sulle intenzioni innocenti del marito esortandoli a permettere ai figli di frequentarlo. Per entrambi il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 1 anno e 9 mesi per il bidello e 1 anno e 6 mesi per la moglie.

L'uomo, che lavorava in una scuola del riminese e attualmente sospeso, era stato arrestato nel novembre del 2018 dalla Squadra Mobile della Questura di Forlì nell'ambito di un'inchiesta sulla pedofilia. In questo caso il 37enne doveva rispondere di due violenze sessuali nei confronti di altrettanti minorenni. Difeso dall'avvocato Massimiliano Orrù, il bidello era stato condannato sia in primo grado che in Appello ma, in Cassazione, i giudici della massima corte hanno annullato entrambe le condanne. Per un episodio dove avrebbe abbracciato un minorenne baciandolo sulla fronte, qualificato come abuso sessuale con induzione, gli atti sono stati rinviati alla Corte d'Appello. Il secondo caso, invece, riguardava un abuso sessuale con violenza in quanto avrebbe baciato un 17enne che però sarebbe stato consenziente e quindi per i giudici il capo d'imputazione sarebbe da riqualificare in abuso sessuale con induzione e hanno rinviato le carte al Gip del Tribunale di Forlì.

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