Per il Post Acuti dell'Infermi arrivano i nuovi locali

l reparto, ora completamente ristrutturato, conta 23 posti letto (7 in più rispetto alla sede precedente). I ricoveri annui si attestano sui 320 e l'età media degli assistiti, che restano ricoverati mediamente 33 giorni, e di 73 anni

Si è svolta venerdì mattina l'inaugurazione dei nuovi locali del reparto “Post Acuti”, alla quale hanno partecipato il consigliere regionale Roberto Piva (Vicepresidente della commissione “Politiche per la Salute e Politiche Sociali), l'assessore del Comune d Rimini Nadia Rossi, il direttore generale Marcello Tonini, il direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria Stefano Busetti, il direttore della Direzione Tecnica Infermieristica Antonietta Santullo, il direttore del dipartimento Internistico I Angelo Corvetta e la direttrice infermieristica del reparto Vianella Agostinelli.

La malattia non contempla solo momenti acuti, in cui servono interventi decisi, urgenti, per salvare e stabilizzare. La malattia richiede anche periodi di riposo e assistenza “protetti”. E questa proprio è la mission dell'Unità Operativa “Post Acuti” dell'Ospedale “Infermi” di Rimini. Si tratta – come ha spiegato Agostinelli - di un'Unità Operativa a direzione infermieristica, le cui caratteristiche distintive dipendono, appunto, dalla tipologia dei bisogni dei pazienti. E precisamente:medio-bassa intensità clinica (inquadramento diagnostico già concluso ed un quadro clinico relativamente stabilizzato), elevata intensità assistenziale (necessità di recuperare le autonomie nelle attività di vita quotidiana).

Il reparto, ora completamente ristrutturato, conta 23 posti letto (7 in più rispetto alla sede precedente). I ricoveri annui si attestano sui 320 e l'età media degli assistiti, che restano ricoverati mediamente 33 giorni, e di 73 anni. Ai “Post Acuti” si accede attraverso trasferimento da un reparto per acuti, che mantiene la responsabilità di cura sul paziente e col quale resta uno stretto collegamento funzionale ed operativa. Si tratta in particolare di Medicina d'Urgenza, Medicina Interna, Chirurgia Vascolare, Ortopedia, Chirurgia generale, Neurologia, Gastroenterologia, Oncologia. Solitamente i pazienti soffrono di una compromessa mobilità e deambulazione e dell'integrità cutanea, deficit nella cura di se', sindrome da immobilizzazione, rischio di caduta, nutrzione inferiore al fabbisogno. E l'obiettivo prioritario del ricovero in “Post Acuti” è la presa in carico della persona che, superata la fase acuta di malattia, necessita di assistenza infermieristica ad alta intensità, finalizzata allo sviluppo, mantenimento e/o recupero del massimo potenziale di autonomia residua.

Ogni utente è quindi seguito da un èquipe dedicata, formata da: Infermiere clinico di settore, che garantisce continuità assistenziale e collabora con Operatore socio-sanitario, che contribuisce in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi assistenziali, Infermiere case manager, che garantisce la continuità della presa in carico e l’efficace progressione del Programma di Cura Multidisicplinare stabilito, Medico referente dell’Unità Operativa per acuti di provenienza, Professionisti afferenti a diverse discipline, a seconda della necessità dell’assistito: specialisti clinici per consulenze, fisioterapista, assistente sociale, logopedista.

“In questi dici anni – ha detto Santullo, ricordando i nomi dei principali operatori che hanno lavorato ai Post Acuti, alcuni dei quali ora in prensione – in questo reparto sono passati 3.550 pazienti. Per il futuro, dobbiamo continuare l'opera di integrazione degli operatori infermieristici con quelli di tutte le altre branche, per il benessere del paziente”. Il progetto ha interessato il completo rifacimento dell’ala Ovest e di metà dell’ala Est del terzo piano dell’edificio denominato Monoblocco, ed è stato appaltato e condotto insieme a lavori per altre strutture ospedaliere. Il reparto di Post Acuti misura complessivamente 850 metri quadrati che comprendono camere di degenza, soggiorno, medicheria, locali infermieri, servizi igienici, disimpegni, depositi e cucinetta. L’importo dei lavori per tutto il terzo piano è di circa due milioni di euro, la ditta esecutrice è l’Associazione Temporanea di Imprese S.C.O.T. srl di Mercato Saraceno. Il gruppo di progettazione è costituito da tecnici dell'Unità Operativa “Attività Tecniche” dell’A.USL e dai progettisti e direttori dei lavori esterni.

Il direttore generale Tonini, nel suo intervento, ha sottolineato che “questa azienda sanitaria si è sviluppata e si sta sviluppando, in maniera armonica e normale. Armonia e normalità sono le due parole d'ordine che ho voluto introdurre quando, quasi otto anni fa, sono diventato direttore generale. E devo dire che, almeno a mio parere, ci siamo riusciti. Ora, non ce lo nascondiamo, ci aspettano anni difficili, ai quali però possiamo guardare con relativo ottimismo, grazie ai risultati che abbiamo raggiunto, e grazie soprattutto ad un modo di lavorare, appunto, armonioso e normale. Credo che anche nei rapporti tra operatori debba prevalere l'armonia, o integrazione che dir si voglia. I contrasti sterili non servono, e laddove qualcuno adotta un atteggiamento di contrasto sterile, dobbiamo trovare la forza di intervenire. Infine, dobbiamo sapere tutti che serviranno ancora sacrifici, e la base di partenza è che ognuno, non solo faccia il suo dovere, ma faccia un po' più del suo dovere, per l'azienda e soprattutto per le persone che curiamo e per le quali operiamo”.
 

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