"Per non dimenticare", giovani misanesi in visita al sacrario di Marzabotto

Una gita fuori porta ‘per non dimenticare’. Domenica alla visita al sacrario e sui luoghi dell’eccidio di Marzabotto hanno partecipato oltre 70 persone, di queste 40 erano giovani di età compresa tra i 16 e 30 anni

Una gita fuori porta ‘per non dimenticare’. Domenica alla visita al sacrario e sui luoghi dell’eccidio di Marzabotto hanno partecipato oltre 70 persone, di queste 40 erano giovani di età compresa tra i 16 e 30 anni. La giornata è stata promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili di Misano in collaborazione con la Sezione ANPI locale e le associazioni operanti al Centro Giovani ‘Il Messicano’, con il finanziamento dalla Provincia di Rimini, in quanto inserita all’interno del progetto “Io, cittadino attivo e protagonista”.

A guidare il gruppo misanese, composto da tanti ragazzi del Centro Giovani e del progetto ‘Insieme a pesca di emozioni’ c’erano l’assessore alle Politiche Giovanili, Livia Signorini, l’assessore alla Pubblica Istruzione, Ivan Semprini e il presidente della Sezione ANPI di Misano, Nicola Semprini. La delegazione misanese è stata accolta nella sala del Consiglio comunale di Marzabotto dal sindaco, Romano Franchi che ha dato a tutti il benvenuto della cittadina e ha fornito qualche nota storica sull’eccidio che è storicamente ricordato come quello con il più alto numero di vittime di rastrellamenti tedeschi, infatti vennero uccise oltre 800 persone nell’arco di una settimana. Proprio lo scorso 25 aprile a Marzabotto è stata organizzata una Giornata della Memoria con il presidente del Senato, Pietro Grasso.

“E’ stata davvero significative e importante la presenza dei giovani – ha sottolineato l’assessore Livia Signorini – perché si è potuto trasmettere alle nuove generazioni il messaggio della non violenza e cultura della pace”. In serata, al termine della visita al sacrario e al Parco storico di Monte Sole, il gruppo ha fatto rientro a Misano su due pullman messi a disposizione gratuitamente. L’esperienza ha toccato profondamente i presenti che hanno apprezzato il chiaro riferimento storico culturale dell’uscita.

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