Cronaca

Perde il lavoro e si reinventa: una riminese lancia i costumi creati con le reti recuperate nei mari

La 30enne Mariaserena Bucci sfida la crisi e debutta con la sua linea "Molokai" che aiuta l'ambiente e la produzione made in Romagna

Un contratto non rinnovato nel pieno dell'emergenza sanitaria. E una 30enne da un giorno all'altro senza lavoro. Uno dei tanti casi, troppi, figli della crisi economica dovuta alla pandemia. Lo scorso anno, proprio a maggio, la riminese Mariaserena Bucci prova a guardare il bicchiere mezzo pieno e, nonostante le difficoltà da affrontare, decide che il tempo a disposizione debba trasformarsi in un'opportunità. "Una frase che ho sentito pronunciare tante volte - racconta Mariasera - così ho deciso di dare una chance a un sogno nel cassetto e ho progettato la mia linea di costumi prodotti con solo tessuto riciclato, più precisamente rigenerato da scarti che si trovano sempre più frequentemente sui fondali marini, come reti da pesca, pezzi di tulle, nylon, microplastiche".

Un'idea che nasce dalla perdita del lavoro, quindi?
"In realtà era un progetto che coltivavo da tempo, ma appunto era il tempo che mancava, ore da potere dedicare affinché l'idea potesse concretizzarsi".
Come nasce questo progetto?
"Ho lavorato in questi anni per aziende attive nell'abbigliamento e nell'intimo, occupandomi soprattutto della parte commerciale e poi della vendita online. La passione per moda e l'interesse proprio per i costumi da bagno è personale, mi piacciono moltissimo e da sempre".
Ha frequentato scuole di moda?
"Il mio percorso di studi è molto differente, sono diplomata in lingue e laureata in lingue ed economia, ma questo settore è sempre stato di mio interesse e ho portato avanti questa passione. Poi ho unito i punti tra un mio lavoro in un'azienda di abbigliamento e quello in cui mi sono occupata della gestione dei siti di e-commerce".
Come si chiama il suo brand?
"Molokai. Ed è il nome di una piccola isola delle Hawaii premiata da diversi enti per la sua sostenibilità ambientale".
E proprio l'ambiente è l'altro tassello del suo progetto.
"Esatto. Acquisto il tessuto con cui produco i costumi da un'azienda della Lombardia, è un suo prodotto certificato ed è realizzato con scarti delle reti da pesca recuperate nei mari. Il filato della rete viene rigenerato e riportato al suo stato originario con le caratteristiche qualitative e poi usato per tessere la pezza di tessuto. Sono sempre stata attenta all'ambiente fin da piccola. Quando passeggiavo nei boschi con mio nonno mi portavo dietro un sacchetto e raccoglievo le cartacce e inoltre pratico sport acquatici. Facendo immersione ho visto con i miei occhi quanto inquinamento può trovarsi sui fondali e ho partecipato anche a iniziative di pulizia".
Dove produce?
"La produzione è al 100% Made in Italy, o per meglio dire Made in Romagna, i costumi vengono cuciti uno ad uno da una piccola impresa di artigiani locali di Coriano e le stampe ideate da me sono realizzate da un'azienda lombarda".
L'ispirazione per questa collezione?
"Tutta la linea di lancio per la stagione 2021 è dedicata all’Italia. Le stampe dei costumi si ispirano a località più e meno conosciute come ad esempio i Templi di Damanhur a Torino piuttosto che alle maschere Veneziane. Ho deciso di omaggiare il nostro Bel Paese proprio per cercare di valorizzarlo in un momento ancora difficile per tanti settori, in particolare per il turismo".
Al momento debutta solo online?
"La vendita è online, ho un sito che si chiama molokaibeachwer.it e sono presente anche in un negozio del centro storico di Rimini, Clutch Shopping bags, che ha dato fiducia al mio progetto".
Non teme che questa crisi in atto possa metterle i bastoni fra le ruote?
"Voglio guardare al positivo, è da un anno che lavoro al progetto e come in tutte le crisi possono davvero nascere delle possibilità. Ho investito i miei risparmi e sto mettendo tutte le mie energie in campo affinché raggiungere il mio obiettivo".

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