Cronaca

Pesca nelle acque croate: comandante di un peschereccio riminese denunciato

Gli attrezzi da pesca utilizzati sono stati sottoposti a sequestro penale (rete a strascico e divergenti)

I militari della Guardia Costiera di Rimini sono stati impegnati nella nottata tra giovedì e venerdì in un’attività finalizzata al rispetto della normativa vigente in materia di pesca. Mercoledì alla sala operativa della Capitaneria di Porto è giunta una segnalazione da parte del Centro Controllo Nazionale Pesca di uno sconfinamento, da parte di un motopesca della locale marineria di Rimini, nelle acque territoriali croate nonché lo svolgimento di attività di pesca non autorizzata nell’ambito della medesima zona.

Dalla verifica compiuta sul sistema in dotazione alla Guardia Costiera di monitoraggio del traffico navale “Pelagus” è stato possibile estrapolare il tracciato dell’ingresso del motopesca in acque territoriali croate e della sua attività di pesca. Nella nottata tra giovedì e venerdì un team ispettivo della Capitaneria di porto di Rimini ha atteso il rientro del motopesca nel porto del capoluogo rivierasco, provvedendo ad ispezionare l’unità e denunciare alla Procura il comandante del motopesca.

E' accusato infatti di aver violato il decreto legislativo del 9 gennaio 2012, numero 4, che fa divieto alle unità battenti bandiera nazionale di “pescare in acque sottoposte alla sovranità di altri Stati, salvo che nelle zone, nei tempi e nei modi previsti dagli accordi internazionali, ovvero sulla base delle autorizzazioni rilasciate dagli Stati interessati”. Gli attrezzi da pesca utilizzati sono stati sottoposti a sequestro penale (rete a strascico e divergenti).

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