Piani di zona per il benessere sociale, al via la progettazione per il 2014

Sul fronte delle risorse, sono aumentati i fondi a disposizione per alcune macroaree, in particolare per l’impoverimento: nel complesso per il 2014 si avrà un aumento del fondo sociale pari al 21%.

La sala del Giudizio del Museo della città ha ospitato giovedì il primo dei due appuntamenti dedicati ai “Piani di Zona per la salute e il benessere sociale”, rivolto ai soggetti pubblici e privati della rete dei servizi socio-sanitari che operano sul territorio del Distretto di Rimini Nord. Nella prima parte dell’incontro il vicesindaco Gloria Lisi ha spiegato gli obiettivi strategici sui quali si dovrà orientare la progettazione annuale, che sarà un stretta continuità con quella dello scorso anno.

Gli obiettivi individuati dalla Regione sulla base delle quali orientare le risorse sono state inseriti in quattro macroaree d’intervento: Impoverimento, Immaginare e sostenere il futuro, contesto pluriculturale, fragilità. "Questa ridenominazione – ha spiegato il vicesindaco Lisi - deriva dalla  necessità di affrontare i principali temi prescindendo da una suddivisione in target di utenza (minori, anziani, tossicodipendenti, ecc.) con un approccio più orientato a cogliere la complessità dei problemi e a riacquistare una visione d’insieme, evitando così di leggere la realtà solo con le lenti del nostro sistema di offerta dei servizi. Si vuole un far leva su un modello di welfare nuovo, non più orientato solo a erogare servizi in base alle condizioni di vita. “Indicazioni – ha spiegato - che si sposano con il nostro modo di intendere il welfare, che vuole far leva sulle capacità e mira ad attivare le risorse personali, familiari e della comunità”.

Per la prima volta, in un contesto come i tavoli per il piano di zona, si è parlato di welfare in termini economici: non solo uno strumento per la coesione sociale, ma anche per creare occupazione. “Il welfare dunque considerato non come una spesa, ma come una risorsa che darà rendimenti futuri – ha proseguito Lisi - Il terzo settore deve considerarsi un’impresa”. Il settore del no profit è uno dei pochi attualmente in crescita, a partire dal numero di addetti. Un riminese su 10 opera nel terzo settore, mentre sono 32.682 le persone impegnate a vario titolo.

Tra gli atti approvati dalla Regione anche il piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico. In questo ambito la Regione non eroga risorse, ma dà indicazioni ai Comuni per il rilascio del marchio “Slot free E-R”, marchio destinato alle attività economiche che non possiedono apparecchi da gioco.  Dalla Regione è stato inserito anche un programma per la prevenzione e il contrasto per la violenza di genere intrafamiliare: in questa direzione s’inserisce la decisione del Comune di Rimini di destinare il progetto ‘Un tetto a colori’ alle donne vittime di violenza intrafamiliare.

Il programma per l'attuazione delle linee di indirizzo per la promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza si concentra invece sullo sviluppo di interventi di prevenzione e promozione nei diversi contesti di vita degli adolescenti. Sul fronte delle risorse, sono aumentati i fondi a disposizione per alcune macroaree, in particolare per l’impoverimento: nel complesso per il 2014 si avrà un aumento del fondo sociale pari al 21%.

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