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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca

Piano dell'aria e crisi energetica: la Regione incontra i Comuni. Contributi per rottamare le vecchie caldaie a biomassa

Fino al 31 dicembre 2023 i residenti dei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna e nell’agglomerato di Bologna possono presentare domanda per ‘rottamare’ le vecchie caldaie a biomassa

Incontro tra Regione e i 208 Comuni a cui si applica il Piano aria per rispondere alle criticità dovute alla crisi energetica. Emerge anche che fino al 31 dicembre 2023 i residenti dei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna e nell’agglomerato di Bologna possono presentare domanda per ‘rottamare’ le vecchie caldaie a biomassa con apparecchi meno inquinanti, a disposizione per il 2022 ci sono oltre 3 milioni di euro e 11,5 milioni nel triennio 2021-23

“In questo momento di crisi è importantissimo il dialogo con i Comuni, perché iniziative singole oggi non aiutano a dare risposte concrete alle persone e alle famiglie. Per questo la nostra regione, anche se faticosamente, sta cercando anche una condivisione con le altre Regioni del bacino padano, unite proprio dalla condanna in sede europea per la qualità dell’aria, per individuare misure necessarie in vista della stagione invernale, chiedendo al Governo di attivarsi in tal senso, anche nei confronti dell’Europa”. Così l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, incontrando questa mattina i sindaci e i rappresentanti di 208 Comuni dell’Emilia-Romagna per fare il punto sulle misure legate al piano dell’aria alla luce della difficile situazione legata all’approvvigionamento energetico e alle conseguenti fragilità socioeconomiche delle famiglie. Una nuova riunione è prevista martedì. 

“Lavorare in squadra con i Comuni e i territori è fondamentale per individuare risposte e farsi carico delle preoccupazioni dei cittadini prima del prossimo 22 ottobre- ha aggiunto l’assessore Priolo- data fissata dal Governo per l’accensione dei riscaldamenti. In un contesto così complesso, abbiamo bisogno di tenere insieme la tutela della salute delle persone, esposta dagli impatti della qualità dell’aria, con le oggettive difficoltà in cui si trovano famiglie e imprese con i rincari energetici”.  

In base al decreto firmato giovedì dal Ministro Cingolani il periodo di funzionamento degli impianti di riscaldamento viene ridotto di 15 giorni: sarà concesso dal 22 ottobre, posticipando di 8 giorni la data ordinaria di inizio, e verrà anticipata di 7 giorni la data di fine esercizio. Le temperature dovranno inoltre abbassarsi di un grado.  “Proprio alla luce di questa crisi, rimane fondamentale il lavoro avviato dalla Regione per incentivare la sostituzione a costo zero degli impianti a biomassa più inquinanti- ha sottolineato Priolo-. Il bando è già operativo e resterà aperto fino al 31 dicembre 2023, insieme anche agli incentivi per la costituzione delle comunità energetiche, che possono e devono accompagnare i cittadini in questa difficile transizione energetica ed ecologica”.

Intanto la Regione ricorda che il budget messo a disposizione per la “rottamazione” delle vecchie caldaie a biomassa con apparecchi meno inquinanti, a 5 stelle o pompe di calore, è di oltre 3 milioni di euro (3 milioni e 105mila euro).  Per presentare domanda c’è tempo fino al 31 dicembre 2023. Possono farlo i residenti dei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna e nell’agglomerato di Bologna, ossia nei territori in cui si applicano le misure del Piano Aria (Pair).  La richiesta di contributo va fatta attraverso la piattaforma telematica della Regione, all’indirizzo: https://servizifederati.regione.emilia-romagna.it/BandoCaldaie/. Le risorse si aggiungono ai 3,5 milioni già destinati nel 2021 e ai quasi 5 milioni previsti per il 2023. In totale, nel triennio lo stanziamento complessivo è di 11,5 milioni di euro. 

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