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Piano regionale dei rifiuti, Freda incontra gli imprenditori del recupero

I numeri del “recupero” in Emilia-Romagna sono, per alcune tipologie di materiale, di tutto rispetto: oltre il 99% della carta, il 76% della plastica, il 97% dell’acciaio

Grazie al riciclo di 20 bottiglie di plastica è possibile produrre una nuova coperta in pile; 287 barattoli danno vita a un nuovo carrello per la spesa, mentre da 4 pallet può nascere una nuova scrivania. E’ il recupero di materia, insieme alla riduzione della produzione dei rifiuti, l’obiettivo di fondo  del Piano regionale dei rifiuti che sostituirà gli attuali Piani provinciali e che la Regione sta mettendo  a punto  attraverso un ampio percorso di confronto con le Istituzioni e con i diversi portatori di interesse.

“L’Europa ci dice che entro il 2020 dovremo realizzare un recupero di materia pari al 50% dei rifiuti solidi urbani e al 70% dei rifiuti inerti. Per fare questo occorre migliorare la qualità della raccolta differenziata e sostenere adeguatamente  il lavoro delle  tante aziende che operano in questo settore, realizzando piattaforme territoriali di recupero. Più in generale occorre fare squadra tra i gestori del servizio pubblico, le istituzioni, il sistema imprenditoriale e consortile”, ha detto l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda, incontrando gli imprenditori che operano nel campo del recupero dei rifiuti.

I numeri del “recupero” in Emilia-Romagna sono, per alcune tipologie di materiale,  di tutto rispetto: oltre il 99% della carta, il 76% della plastica, il 97% dell’acciaio e dell’alluminio, il 91% del vetro vengono in questo modo rimessi nel ciclo produttivo. Ma i margini di miglioramento ci sono. Per raggiungerli e centrare così gli obiettivi europei, occorre appunto migliorare la qualità, non solo la quantità della raccolta differenziata, favorire il recupero di materia rispetto a quello di energia e  fare in modo che il recupero avvenga in luoghi il più possibile vicini a quelli di produzione.

”Solo in questo modo - ha sottolineato Freda - potremo costruire una società che finalmente veda il rifiuto come una risorsa, riducendo progressivamente il ricorso alla discarica, fino all’obiettivo della discarica zero, e facendo un ricorso sempre più residuale anche all’incenerimento”.
Intanto continua a crescere la raccolta differenziata in Emilia-Romagna. Nel 2011 ha toccato  il 52,9%  del totale dei rifiuti urbani prodotti, con un aumento rispetto al 2010 del 2,5%.  Un dato che conferma un trend positivo in atto ormai da diversi anni. Dal 2001, quando era ferma al 25%,  è infatti più che raddoppiata.  Contemporaneamente diminuisce  il ricorso alla discarica: dal 51% al 18,4% nel decennio che va dal 2001 al 2010

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