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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca Santarcangelo di Romagna

Piano urbanistico, in 300 in piazza attorno al tavolo del Festival per discutere del cambiamento climatico

Il percorso partecipativo segna un altro successo: alla consultazione istantanea hanno partecipato in ottanta. Al via nei prossimi giorni un questionario sul Paesc

In trecento in piazza attorno a un tavolo per discutere del cambiamento climatico: il percorso del Piano urbanistico generale ha spostato il confronto sulla Santarcangelo del futuro in piazza Ganganelli dopo i primi due appuntamenti tenuti a Canonica nell’ex trattoria Iolanda e negli stabilimenti Anelli a Sant’Ermete. Giovedì, 13 luglio, il grande tavolo allestito in piazza Ganganelli in occasione della 53esima edizione del Festival si è infatti trasformato in un’agorà per discutere dei fenomeni estremi della crisi climatica, delle estati torride e siccitose e di come è possibile cercare di “fare pace con la natura”, come indicava il titolo della serata nel corso della quale in tanti hanno partecipato a una consultazione in diretta per dire la propria sulle possibili azioni da mettere in campo.

“Il senso di ritrovarci tutti attorno a un tavolo sullo stesso piano per discutere del cambiamento climatico e dei temi che i movimenti giovanili stanno portando nelle piazze – ha introdotto l’assessore alla Pianificazione urbanistica Filippo Sacchetti – riguarda il fatto che il nostro benessere non può essere più perseguito a discapito dei beni non riproducibili. Lo sguardo che dobbiamo avere verso le giovani generazioni e verso chi è più fragile e gli anziani è il primo atto di resistenza che tocca tutti: comunità e istituzioni”. Dal canto nostro, ha proseguito l’assessore Sacchetti, abbiamo messo in campo azioni concrete a contrasto dei fenomeni climatici: dalla riduzione del consumo di suolo al progetto in divenire di salvaguardia delle risorse idriche con i laghi del Marecchia, dagli interventi contro il dissesto idrogeologico al piano urbano della mobilità sostenibile, dalla creazione di nuovi parchi e spazi verdi al piano di azione per l’energia sostenibile su cui stiamo lavorando.

Anche Santarcangelo Festival da anni si sta interrogando su come misurare l’impatto della manifestazione e sul contributo che i festival possono dare per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Marta Lovato responsabile del progetto Presente Sostenibile ha sottolineato l’importanza di condividere idee e esperienze maturate in altre organizzazioni italiane e straniere per portare avanti gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

“Siamo parte del problema e parte della soluzione – ha affermato Pamela Fussi, vice sindaca con delega a Lavori pubblici, Mobilità, Ambiente e Paesaggio – e come Amministrazione che ha aderito e sta perseguendo gli obiettivi previsti dal Patto dei Sindaci per ridurre su base volontaria le emissioni, abbiamo scelto di contribuire a contrastare il cambiamento climatico con una serie di azioni che vedono il coinvolgimento della nostra comunità. Vanno in questa direzione il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima e il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e il nostro regolamento sul verde non considerato come decoro urbano ma come infrastruttura ecosistemica”.

Il cambiamento climatico è iniquo, ha poi aggiunto, non tocca tutti allo stesso modo e fra i più colpiti figurano certamente i disabili, mentre la transizione che stiamo vivendo dovrebbe essere una transizione giusta che guarda all’equità. Nei prossimi giorni, ha poi anticipato la vicesindaca, verrà lanciato online un questionario proprio sulle possibili azioni da mettere in campo attraverso il Paesc per contrastare il cambiamento climatico.

Carlo Cacciamani, climatologo e direttore dell’agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia “Italia Meteo” si è soprattutto soffermato sulla velocità con la quale sta cambiando il clima, sulla rapidità dei fenomeni che stiamo vivendo negli ultimi 150 anni, qualcosa – ha detto – che non era mai accaduto nella storia della terra, prima dell’avvento dell’era industriale e dall’uso dei fossili per produrre energia. L’aumento delle temperature e dei giorni caldi, le anomalie delle precipitazioni fino agli eventi alluvionali avvenuti di recente in Romagna sono gli altri temi affrontati dal climatologo che ha concluso il suo intervento illustrando le possibili azioni di mitigazione da mettere in campo.

Luisa Ravanello (Arpae Emilia-Romagna), urbanista ed esperta di misure basate sulla natura per l’adattamento al clima ha invece parlato delle modalità con cui lo spazio pubblico può diventare soggetto attivo nella regolazione del clima. Le città oasi e le città spugna, ha spiegato, sono territori in grado di mitigare gli eccessi di temperatura e precipitazione attraverso infrastrutture verdi e blu che comportano azioni di de-sigillazione dei suoli urbani e la creazione da spazi pubblici caratterizzati da situazioni di ombra e fresco per una migliore vivibilità dei centri urbani.
Ha riscosso un notevole successo anche la consultazione in tempo reale alla quale hanno preso parte attraverso un’applicazione utilizzabile su smartphone oltre ottanta partecipanti alla serata che hanno espresso la loro opinione sui fenomeni conseguenti al cambiamento climatico, sui principali danni causati e sui soggetti maggiormente colpiti. Fra le decine e decine di suggerimenti quelli riguardanti la riduzione dei rifiuti e della plastica in particolare, l’aumento delle aree verdi e delle alberature, il potenziamento delle ciclabili e del trasporto pubblico compreso il collegamento con Rimini attraverso il Trc.

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