Piattaforma davanti a Cattolica, notificato il ricorso promosso dal Comune al Tar

Non si esclude che l'amministrazione della Regina, a breve, organizzerà un incontro pubblico per entrare meglio nel merito

Sabato 27 gennaio è stato notificato il ricorso promosso dal Comune di Cattolica dinanzi al TAR Lazio. Nel ricorso si chiede l'annullamento del Decreto del Ministero dell'Ambiente n. 323 del 2017, con cui è stato espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto denominato “Bianca & Luisella”. L'articolato progetto consiste principalmente nell'installazione di una nuova piattaforma non presidiata, nella perforazione e messa in produzione di otto nuovi pozzi, nella posa e installazione di un fascio di condotto sottomarino per il trasporto del gas dalla nuova piattaforma all'esistente piattaforma Brenda, all'adeguamento della stessa e diverse altre opere legate alle attività estrattive nell'ambito della concessione di coltivazione. L'interesse primario della comunità è il turismo, il Sindaco Gennari aveva già annunciato che si sarebbe attivato in ogni sede a salvaguardia della propria comunità e dell'ambiente, questa ne è la riprova. La strada è ancora lunga e a riguardo ci dice: "abbiamo incaricato professionisti che conoscono a fondo tutte le problematiche e i risvolti legati alle questioni delle piattaforme in mare, il ricorso presentato è complesso, ma ha basi molto solide. Hanno stimato in circa un anno e mezzo il tempo prima del pronunciamento".

La concessione per la coltivazione di idrocarburi nell'area è stata rilasciata nel 1979, era di 30 anni, poi prorogata di altri 10 anni, senza la nuova piattaforma, le operazioni di ripristino ambientale potrebbero iniziare a breve. Nel ricorso vengono sollevate diverse censure al Decreto, secondo i legali ci sono vizi procedurali oltre a risvolti tecnici e ambientali. Un esempio è il fatto che la Valutazione di Impatto Ambientale non sia stata integrata dall'Autorizzazione Integrata Ambientale, nonostante richiesto. Allo stesso modo, la Centrale di Fano, che riceverà gli idrocarburi estratti, sarebbe dovuta essere sottoposta a una revisione dell'A.I.A., alla luce del aumento di produzione che i nuovi impianti comporteranno. Tra i molteplici aspetti del ricorso, ci si duole del fatto che la Regione Emilia-Romagna non è stata coinvolta nel procedimento e si sottolinea che il parere della Regione Marche emesso da un dirigente anziché dalla giunta Regionale, secondo sentenza di Consiglio di Stato, sia illegittimo. Il ricorso è molto complesso e non si esclude che l'amministrazione della Regina, a breve, organizzerà un incontro pubblico per entrare meglio nel merito.

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