Piattaforma off shore davanti a Cattolica, la preoccupazione del sindaco

Il Progetto “Bianca & Luisella” suscita parecchie perplessità nell'amministrazione comunale della Regina

La sala Giunta di Cattolica, ha ospitato, la riunione in cui si è discusso dell'imminente installazione di una piattaforma dell'ENI nel mare prospiciente le nostre coste. Da questa riunione è scaturita una fortissima preoccupazione del Sindaco, che in merito riporta come “In questi giorni abbiamo studiato i documenti afferenti il progetto denominato Bianca & Luisella (dal nome della piattaforma), la riunione di oggi è stata fondamentale per conoscere molti aspetti della questione. Sono molto preoccupato, l'interesse primario della mia comunità è il turismo, da esso trae la sua fonte maggiore di sostentamento, mi attiverò in ogni sede e con ogni mezzo a disposizione per tutelare i miei cittadini, spero che questo proposito venga supportato anche dagli altri comuni rivieraschi limitrofi e dagli Enti coinvolti. Scopro solo ora, dopo il decreto Ministeriale del 28 Novembre 2017, i risvolti che vedono coinvolta anche la mia comunità, ho il dovere morale prima che giuridico di approfondire l'argomento e prendere tutte le iniziative necessarie. Al momento sono allo studio tutti i risvolti e le possibili azioni, anche legali, a tutela degli interessi primari della collettività, che a rigor di logica non dovrebbero essere sottomessi all'interesse privato".

La riunione, auspicata dai Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Pesaro, da sempre insieme a Fano in prima linea sulla difesa dell'ambiente e della costa dall'impatto della nuova piattaforma, è stata organizzata a Cattolica ed ha visto la partecipazione di Deputati, Consiglieri Regionali (di Marche e Romagna) e dei Consiglieri Comunali dei Comuni di costa limitrofi (da Bellaria a Fano) del Movimento 5 Stelle. Il decreto ministeriale 0000323 del 28/11/2017, citato dal Sindaco Gennari, deliberando la compatibilità ambientale del Progetto “Bianca & Luisella”, di fatto concede il permesso di iniziare l'opera, che consiste nell'installazione di una piattaforma non presidiata, nella perforazione, completamento e messa in produzione di otto nuovi pozzi di produzione, nella posa e installazione di un fascio di condotte sottomarine per il trasporto del gas estratto alla piattaforma Brenda e a tutti gli adeguamenti necessari sulla piattaforma già a mare.

In una prossima conferenza stampa/incontro pubblico, che verrà organizzato presumibilmente dopo le festività, verranno illustrati più nel dettaglio gli aspetti di forte preoccupazione emersi al tavolo di oggi. Certo è che in un'area (Ravenna -Fano) estremamente “perforata” con oltre 20 installazioni a mare, difficile trovare la necessità di aggiungerne altre piattaforme. Il Consigliere Regionale delle Marche Giorgini, componente della III Commissione Consiliare, Governo del territorio Ambiente e Paesaggio, ha illustrato molti aspetti delicati, da valutare con attenzione, come la posizione dei pozzi sopra la faglia, la poca se non nulla efficienza economica del progetto e gli aspetti generali della sismicità indotta.

Riguardo la sismicità indotta, se qualcuno volesse approfondire l'argomento, in rete e sui media troverà moltissimo materiale a riguardo, anche purtroppo per colpa dei “terremoti di Groningen” in Olanda, dove il Governo Olandese ufficialmente «si scusa per i terremoti causati dal prelievo di gas naturale nella provincia di Groningen» e i giganti del petrolio Shell e Exxon, responsabili di quelle operazioni, si dichiarano colpevoli e stanziano 1,2 miliardi di euro per risarcire i proprietari di edifici danneggiati nella provincia dai terremoti più recenti.

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