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Cronaca

Una giornata di tam-tam, ma poco allarmismo. In spiaggia bagni nonostante i divieti: "Che sarà mai"

Tra comunicazioni incerte lungo gli arenili e ben poco allarmismo, anche nel periodo del divieto si è continuato a fare il bagno

Alla fine le ordinanze di divieto sono durate 24 ore. Arco temporale in cui molti turisti hanno continuato tranquillamente a fare il bagno nelle calde acque dell’Adriatico. Che continua a essere un mare sempre più caldo, con quella sensazione come a entrare in una vasca da bagno. La temperatura dell’acqua ha raggiunto i 29 gradi e secondo i tecnici sono state proprio le condizioni meteo e il grande caldo a “sballare” tutti i dati. Sta di fatto che tra comunicazioni incerte lungo gli arenili e ben poco allarmismo, anche nel periodo del divieto si è continuato a fare tuffi e nuotate. “Ma si, che sarà mai”. Il tema è diventato ricorrente tra ombrelloni e sdraio, mentre dal Comune venivano annunciati dati in contrapposizione rispetto a quelli registrati dall’Arpae.

ALLARME RIENTRATO - Si può tornare a fare il bagno in tutta tranquillità

"Ci risiamo, il solito terrorismo mediatico", commenta un riminese. Diverse le testimonianze lungo le spiagge raccolte dall’Ansa: "È strano perché le fogne sono chiuse, non ci sono stati scarichi in mare", prova a rassicurare un operatore balneare che ha letto la notizia. "Sembra sia causa del riscaldamento globale", afferma un bagnante che riporta l'ipotesi più accreditata al momento tra gli esperti. Del resto la città era abituata ai divieti di balneazione per il rischio batterico prima della recente riqualificazione delle fogne. Anche in quel caso, dopo le piogge e la conseguente apertura degli sfioratori a mare, centinaia e centinaia di bagnanti non curanti della bandiera rossa continuava a tuffarsi in acqua.

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