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Querelle sui botti di Capodanno, interviene il titolare della Fonti Pirotecnica

Secondo Ivan Fonti "Solo i Prefetti possono emettere determinate ordinanze, vietando quindi i sindaci ad emanarle in autonomia"

Ivan Fonti, titolare della ditta Fonti Pirotecnica di Riccione, esprime il suo parere in merito all'anomalia tutta italiana di divieto di accensione, in occasione del capodanno e da parte di privati, di fuochi artificiali, anche se legali e fabbricati nel rispetto delle normative europee e ministeriali. Secondo Fonti, infatti, le tante ordinanze comunali uscite negli ultimi giorni in tutto il territorio italiano, non sono infatti in linea con quanto espresso dal Ministero dell'Interno attraverso la circolare n. 18798 del 9 dicembre 2016. A testimonianza di questa anomalia, è di poche ore fa la notizia che il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, dopo un ricorso presentato dalle associazioni pirotecniche, ha sospeso l’ordinanza del Sindaco di Roma – Virginia Raggi – con un decreto cautelare urgente. Con un ordinanza la sindaca disponeva che a far data dal 29 dicembre 2016 al 1° gennaio 2017 nella capitale fosse vietata qualsiasi iniziativa pirotecnica, pubblica o privata, nel raggio di 200 metri dai centri abitati, dalle persone e dagli animali. Il Tar non solo ha sospeso tale ordinanza ma ha inoltre fissato una camera di consiglio per il 25 gennaio 2017 per discutere nel merito la questione.

"Si spera infatti - sottolinea il titolare della ditta - che i Comuni che emettono tali ordinanze applichino finalmente la circolare ministeriale di cui sopra, con la quale il Ministero dell'Interno dispone che solo i Prefetti possono emettere determinate ordinanze, vietando quindi i sindaci ad emanarle in autonomia. Purtroppo, nonostante l’emissione di tale direttiva ministeriale, ci sono infatti ancora tantissimi comuni che prendono iniziative che vanno ben oltre il loro compito, andando quindi contro ciò che il Ministro dell’Interno ha disposto".

"L'anno scorso avevo non a caso comunicato a vari comuni di consultare la Prefettura, prima di emettere ordinanze di questa natura. Molti hanno ascoltato il consiglio ed emanato ordinanze in linea con le indicazioni ministeriali, altri hanno scavalcato le varie ordinanze ministeriali già in atto, incorrendo in comportamenti anomali e dunque richiamati successivamente dal Ministero e dal Presidente del Sindacato dei Sindaci italiani - ricorda Ivan Fonti - i quali li avvisavano di tali incongruenze. Gli articoli pirotecnici regolarmente riconosciuti ed omologati sia dal Ministero dell’Interno che direttamente dalla CE e che quindi rispettano rigide direttive comunitarie sia contro l’inquinamento sia contro il rumore (per ciascuno di questi articoli sono stabiliti di fatto i paletti entro i quali devono rientrare) sono pertanto legali. Ciò che invece si deve assolutamente vietare è la vendita di materiale pirotecnico illegale, cioè non autorizzato dalla normativa vigente in Italia e nella Comunità Europea, nonché privo di requisiti di sicurezza. Tali prodotti non sono fuochi artificiali ma veri e propri ordigni, pericolosi e con effetti devastanti per l'incolumità pubblica."

"Colgo l'occasione - prosegue per informare che i fuochi artificiali omologati CE, prima di essere importati, hanno superato un severo test sia in fase di produzione sia prima della spedizione, eseguito da un ente notificante internazionale riconosciuto e autorizzato dalla CE, il quale ne approva il perfetto stato di fabbricazione e il corretto funzionamento. Questi articoli non superano la soglia di rumore di 120dB (per intenderci, simile a quello di un palloncino che scoppia) e sono stati testati per non nuocere né alle persone, né agli animali." Il suggerimento di Ivan Fonti per un capodanno in tutta sicurezza è quello di "utilizzare solo fuochi riportanti il marchio CE ben riconoscibile al momento dell'acquisto e di usarli esclusivamente nella rispettiva proprietà privata, lontano da case, alberi, strade e persone. Soprattutto, chi accende i fuochi deve essere sobrio e vigile.... per cui non alzate il gomito prima di effettuare le accensioni! Un altro consiglio che mi sento di dare è di accendere un fuoco artificiale alla volta e vigilare che nessuno si avvicini nell'area di sparo. Se volete godervi uno spettacolo pirotecnico in tutta sicurezza vi aspettiamo a capodanno nei Comuni di Riccione, Rimini, Lugo, Bagno di Romagna, San Marino e San Leo, dove la nostra azienda è stata chiamata a realizzare i rispettivi spettacoli pirotecnici allo scoccare della mezzanotte."

"Ho firmato l’ordinanza sui fuochi di fine anno e l’ho comunicata al Prefetto di Rimini - ha sottolineato il sindaco di Coriano, Domenica Spinelli. - Scopo di tale ordinanza è mettere in allerta i cittadini sulle norme vigenti e sui pericoli derivanti dall’uso improprio di esplodenti. Non sono io quella che proibisce, ma sono quella che informa dei divieti i suoi cittadini, perché è difficilissimo, sia per tutti i Sindaci d’Italia sia per i cittadini, districarsi nel dedalo di norme. Molti miei colleghi in tutta Italia e in questi giorni stanno persino iniziando a temere per i rischi e le conseguenze dei provvedimenti che portano la propria firma e delle quali rispondono. Ha iniziato,  infatti, in questi giorni a dilagare una sorta di “terrorismo risarcitorio”, cosa mai vista  prima con tanta veemenza. Ciò che serve invece è la piena collaborazione tra le istituzioni, tutte,  e il dialogo. Io ringrazio ancora le categorie e le associazioni del mio territorio che,  con spirito collaborativo,  hanno dimostrato grande maturità e intelligenza.  Stupisce che altrove non l’abbiano fatto, ma sono certa che nulla accade per caso. Così come stupisce che un provvedimento cautelare del TAR sui fuochi di fine anno sia diventato improvvisamente tanto celebre da finire al TG nazionale. Non è stato lo stesso neppure quando furono annullate le ordinanza dei sindaci contro la prostituzione. Eppure quel tema era ancora mediaticamente di maggior interesse. Se per tutelare i cittadini ed essere vicini a loro avremo azioni risarcitorie  vorrà dire che faremo un consorzio tra Sindaci per la tutela delle vittime di norme  complicate".

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