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Polizia di Stato e banca Unicredit uniti contro le truffe agli anziani

Mercoledì 12 febbraio 2014, alle ore 10 presso la Sala del Buonarrivo del Palazzo della Provincia di Rimini, nell'ambito del progetto "occhio alle truffe" la Questura di Rimini e l'istituto di credito hanno organizzato un incontro per spiegare alla cittadinanza i trucchi messi in atto dai malfattori

Sono ben 200 i reati di truffa, truffa informatica e uso abusivo di carte di credito e carte di debito che vedono vittima una persona di età pari o superiore ai 55 anni. Un fenomeno odioso, quello delle truffe, che purtroppo è sempre più diffuso e colpisce in particolar modo le fasce più deboli della popolazione. Sempre più anziani infatti risultano essere vittime di raggiri e truffe messe a segno da bande specializzate che sfruttano la buona fede, ma spesso anche il desiderio di compagnia dei pensionati. Molte sono le tecniche che i truffatori mettono in atto con mestiere e abilità per spillare soldi alla gente, specialmente alle persone anziane. Un fenomeno odioso, dicevamo, che diventa (se possibile) ancora più odioso in una fase economica come quella attuale che – come è noto -  mette a dura prova la tenuta finanziaria delle fasce più deboli della popolazione. Proprio per questo motivo, Questura di Rimini e Banca UniCredit hanno deciso di intraprendere anche su Rimini un percorso che in altre grandi città italiane ha già restituito ottimi risultati: “Occhio alle truffe” è infatti il nome di un progetto con il quale i protagonisti della sicurezza, da un lato, e l’istituto bancario, dall’altro, intendono accrescere la sensibilità dei partecipanti in ordine al fenomeno delle truffe, fornendo loro una piccola “cassetta degli attrezzi” da utilizzare per contrastare il fenomeno, per smascherare un artifizio e per evitare di cadere in un raggiro.

Per mercoledì 12 febbraio 2014, alle ore 10, pertanto, presso la Sala del Buonarrivo del Palazzo della Provincia di Rimini, nell’ambito del progetto “occhio alle truffe”, la Questura di Rimini e banca Unicredit hanno organizzato un incontro con correntisti e non correntisti, per il quale è prevista la partecipazione di una nutrita platea di cittadini. Al tavolo dei relatori, per la Questura di Rimini, interverrà la dottoressa Enrica Bonini, dirigente della Divisione Anticrimine, Enrico Abbinante e Giovanni Palladino, e per la Unicredit, Pietro Blengino, Responsabile Sicurezza Italia UniCredit Business Integrated Solutions. Si tratta di una serie di consigli pratici che possono consentire con estrema facilità e in perfetta sicurezza di difendersi dagli imbroglioni. Un’efficace azione di contrasto al fenomeno truffe non può non passare (anche) per una serrata campagna di informazione e di sensibilizzazione sulle misure da adottare per neutralizzare potenziali condotte criminali. Una strategia di contrasto al fenomeno che interviene non solo sul piano repressivo, ma anche sul piano preventivo. E non solo, considerato che la strategia di contrasto non può prescindere dal contributo che ciascun operatore sociale, nessuno escluso può apportare: forze di polizia, operatore di banca, correntista, ecc. E’ quindi la concretizzazione del concetto di sicurezza partecipata, in cui ogni persona diventa protagonista (con ruoli differenti) per la sicurezza pubblica. Sono pochi e semplici gli “strumenti” che occorre adottare per difendersi efficacemente dal truffatore: non aprire la porta di casa a sconosciuti, anche se indossano una divisa e dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità, chiamare il 113, parenti o vicini di casa in caso di dubbio, ecc.

Le tecniche e gli stratagemmi utilizzati dai malviventi per avvicinare gli anziani e indurli a dazioni di denaro ovvero spingerli a prelievi anomali in banca sono molteplici. Possono fingersi poliziotti, come nel caso di una anziana signora che è stata raggiunta telefonicamente da uno sconosciuto nel modo seguente: “Abbiamo appena catturato due dipendenti della sua banca che prendevano i soldi dei clienti. Vada a prelevare i suoi risparmi anche lei prima che sia troppo tardi. Ma non dica nulla, dica che sono per il dentista altrimenti non glieli danno e se li tengono loro”. Oppure si possono rammentare i casi in cui i malviventi fingendosi tecnici ENEL, con finto tesserino dell'Enel, si è presentato a casa di un'anziana signora con la scusa "interessante" che riceverà un rimborso. Il falso incaricato ha mostrato alla malcapitata dei tabulati generici per farle vedere che deve avere dei soldi, poi le ha consegnato 50 euro e ne chiede 25 di resto allo scopo di scoprire dove la signora tiene i contanti. E a questo punto il “gioco” è fatto: il truffatore si inventa una scusa per mandare la vittima a visionare i contatori al pianterreno e poter rubare così i soldi indisturbato. Una volta preso il denaro il malvivente si allontana rapidamente». Ma quelli testé citati rappresentano soltanto un piccolo spaccato del fenomeno: “truffe agli anziani”. Sono soltanto alcuni esempi dei tentativi di truffa commessi ai danni di anziani, in cui gli autori sono stati smascherati e arrestati (anche) grazie ad alcuni insegnamenti o suggerimenti che in incontri come quello de quo sono stati impartiti al pubblico. 

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