Cronaca

Polveri sottili, in netto calo gli sforamenti registrati tra ottobre a marzo

L'assessore Montini: "L’unica azione forte ed efficace contro l’inquinamento sono i comportamenti virtuosi e sostenibili"

Sono stati 42 gli sforamenti ai livelli di pm10 consentiti registrati dalle centraline del territorio di Rimini da ottobre a marzo, nei mesi cioè di applicazione dell’ordinanza prevista dall’Accordo per la qualità dell'aria nel bacino padano, terminata sabato 31 marzo. Si tratta del numero di sforamenti più basso registrato per lo stesso lasso di tempo negli ultimi cinque anni; un dato, in particolare, inferiore rispetto a quello della scorsa stagione, quando i superamenti registrati furono 66 (contro i 56 del 2013/2014, 50 nel 2014/15 e infine 48 nel 2015/16). Quest’anno, per la prima volta, le misure a tutela della qualità dell’aria hanno interessato i Comuni sopra i 30mila abitanti di tutta l’area padana, in virtù del nuovo accordo che l'Emilia-Romagna ha firmato con il Ministero dell'Ambiente insieme alle Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto. Le limitazioni hanno riguardato come di consueto la circolazione (con il blocco per i mezzi più inquinanti nella zona a mare della statale 16 dal lunedì al venerdì), il divieto di uso di camini aperti sotto i 300 metri di altitudine, sempre per tutto il bacino padano e il divieto di uso di biomasse per riscaldamento domestico (legna, pellet, cippato, ecc.) negli impianti con efficienza energetica inferiore al 75% dopo 4 giorni di sforamento. Cinque anche quest’anno le domeniche ecologiche, con lo stop alla circolazione dei mezzi più inquinanti.

“Aldilà dei numeri - commenta l’assessore all’Ambiente Anna Montini – che valgono soprattutto a scopo di monitoraggio e che non devono sicuramente essere letti con toni trionfalistici, credo che proprio questo primo accordo ‘allargato’ al bacino padano e in particolare l’applicazione di alcune misure emergenziali aggiuntive rispetto agli anni passati, possa aver favorito un contenimento nel numero di giorni in cui si sono registrati sforamenti. E’ ovvio che la prima determinante per la qualità dell’aria siano le condizioni climatiche: la stagione autunnale e invernale che ci siamo lasciati alle spalle è stata nella media, fatta eccezione per una coda a fine febbraio e marzo contraddistinta, come ricordiamo tutti, da piogge abbondanti e nevicate che hanno certamente contribuito a tenere sotto controllo il pm10. Detto ciò, ritengo che l’aver affrontato il tema non a macchia di leopardo ma con un orizzonte più vasto rispetto a quello della sola Emilia Romagna sia stato importante anche per andare a definire in futuro strategie ancora più efficaci di contrasto all’inquinamento e soprattutto di educazione e promozione verso le best practice. L’unica azione forte ed efficace contro l’inquinamento atmosferico è quella che si sviluppa dalla collettività: i comportamenti virtuosi e sostenibili non devono essere a carico di pochi, ma un’abitudine quotidiana dell’intera comunità”.

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