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Porte aperte da Reggini per presentare la Nuova Polo bivalente

Una piacevole occasione per ammirare un “Bay Window” del 1970 (Volkswagen Transporter) con un allestimento autocarro doppia cabina 6 posti

Secondo week-end di Porte aperte da Reggini per presentare la Nuova Polo 1.0 TGI con Motore bivalente a metano e per illustrare la promozione ‘Reggini ti regala 1 anno di metano! ’ valida fino al 31 dicembre. La nuova Polo 1.0 TGI con motore a trasmissione manuale a cinque rapporti, si impone come un’eccellenza tecnologica di livello assoluto concepita senza nulla togliere alle prestazioni: 90 CV di potenza, livelli di consumo combinato ed emissioni da leader nella categoria. I dati relativi ai consumi, ai costi ed emissioni rappresentano un vero esempio di mobilità sostenibile. La Nuova Polo 1.0 TGI può vantare dei seguenti numeri: consumo per 100 km pari 3,2 kg di carburante ed emissioni di CO2 pari a 87 g per chilometro. Un’auto sostenibile anche dal punto visto economico visto il costo del metano per auto che si aggira a oggi intorno a € 0,899 per Kg.

Il Porte aperte di sabato 25 e domenica 26 novembre rappresenta anche una piacevole occasione per ammirare in anteprima nello showroom Reggini un nuovo mezzo d’epoca a marchio Volkswagen. Il mezzo, proveniente dalla collezione di Stefano Biotti, andrà a prendere il posto del mitico “Bulli” datato 1965. Si tratta di un “Bay Window” del 1970 (Volkswagen Transporter) con un allestimento autocarro doppia cabina 6 posti. Il veicolo è stato appositamente allestito per il Corpo Volontario dei Vigili del Fuoco di Gudon, piccola frazione di Chiusa nella provincia di Bolzano e ha prestato servizio a partire dal 1970. Nel “Bay Window” 50 CV in esposizione da Reggini fino all’ Epifania, si notano in particolare il lampeggiante blu e la sirena, il faro di profondità, le staffe per l'alloggiamento della motopompa nel cassone di carico posteriore. “Questo autocarro non è mai stato restaurato e conserva la sua vernice originale e ha percorso fino ad oggi poco meno di 23.000 km” dichiara il collezionista Stefano Biotti che prosegue “Nel gavone sono state ritrovate le divise dell'epoca assieme ad alcune manichette idrante, accessorio importante e molto raro il portapacchi originale dell'epoca”.

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