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Pregi e criticità, il Prefetto analizza la situazione del territorio

A un anno dal suo insediamento la dottoressa Camporota ha tracciato un primo bilancio sulle attività nella provincia di Rimini

A un anno dal suo insediamento il Prefetto di Rimini, Alessandra Camporota, ha tracciato un primo bilancio della situazione in provincia analizzando i punti di forza e le criticità del territorio. Un'analisi a tutto tondo che ha toccato i principali temi che, negli ultimi 12 mesi, hanno caratterizzato la vita cittadina. Dalla nuova Questura ai tavoli di concertazione coi sindacati per le aziende in crisi, dalla sicurezza ai grandi eventi, dalla criminalità alla dismissione della caserma "Giulio Cesare" fino alla lotta al crimine organizzato e alla recente circolare del Ministero degli Interni sulla mappatura dei campi nomadi. "Dal giorno del mio insediamento - ha sottolineato il Prefetto Camporota - mi sono trovata a dover gestire la questione della nuova Questura e il problema della Cittadella della Sicurezza. Nonostante fosse una aprtita iniziata dai miei predecessori, fin da subito mi sono impegnata molto per dare una sede dignitosa alla polizia di Stato. In questa situazione, è giusto sottolinearlo, il ruolo della Prefettura è comunque marginale in quanto le decisioni vengono prese direttamente a Roma. Posso comunque dire che, allo stato attuale, sono in corso i lavori in piazzale Bornaccini per la sede temporanea della Questura che dovrebbero finire in primavera per poi procedere col trasloco. Allo stesso tempo, per l'immobile di via Bassi, è stato richiesto un finanziamento da 30 milioni per ripristinare la struttura e dare vita alla Cittadella della Sicurezza".

Ed è proprio la sicurezza del territorio il capitolo principale sul quale, a lungo, si è soffermato il Prefetto. "Ho rappresentato a Roma la complessità del territorio - ha spiegato la dottoressa Camporota - e mi sono sempre battuta sia per la richiesta di rinforzi, in occasione dell'estate e dei grandi eventi, che per aumentare l'organico effettivo delle forze dell'ordine in maniera che sia adeguato alla città. L'obiettivo è stato quello di garantire la sicurezza, nell'ottica del safe&security, senza dare l'impressione di militarizzare la provincia". Sulla questione dei dati forniti dalle forze dell'ordine, che indicano un calo della criminalità, e sulla percezione che i cittadini hanno della situazione, il Prefetto ha dichiarato che "Ci atteniamo ai dati che, obbiettivamente, registrano una diminuzione dei reati. Il fatto che le cleassifiche diano Rimini ai primissimo posti devono, però, essere analizzate anche alla luce dei flussi turistici e congressuali che interessano il territorio tutto l'anno. In questi ultimi 12 mesi, col supporto della Prefettura, sono stati attivati numerosi comitati di vicinato nelle zone maggiormente interessate dai furti ma, il supposto aumento, non è supportato dai dati".

Particolare attenzione è stata data al reciproco scambio di informazioni tra le forze dell'ordine e le amministrazioni comunali e al rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. "La possibilità di intreccare i dati in possesso degli amministratori locali con quelli delle banche dati delle forze dell'ordine - ha spiegato il Prefetto - è l'antidoto migliore al rischio delle infiltrazioni mafiose nel tessuto imprenditoriale della provincia. Il territorio è fragile, proprio per la sua conformazione, ma dopo l'allarme lanciato da Rosy Bindi nel 2017 in qualità di presidente della Commissione antimafia sia in Prefettura che in Questura e nella Guardia di Finanza è stato rafforzato il personale specializzato. Allo stesso tempo, per mantenere alta l'attenzione sulla lotta al crimine organizzato, è mia intenzione realizzare in città dopo l'estate un convegno ad hoc".

Per quanto riguarda la recente direttiva del Ministro degli Interni, che ha chiesto un'accurata mappatura dei campi nomadi, la dottoressa Camporota ha spiegato che "La Prefettura ha avviato la ricognizione sulla base di quanto chiesto dal Viminale attivando, allo stesso tempo, sia le amministrazioni locali che le forze dell'ordine". Sul tema dei migranti, invece, al momento sono circa 500 i richiedenti asilo presenti sul territorio provinciale. Mentre, sul fronte del sociale, il principale tavolo aperto coi sindacati riguarda la questione della Petroltecnica a Rovereta. Ultimo capitolo all'ordine del giorno è la dismissione della caserma "Giulio Cesare" che, come ha spiegato il Prefetto, "il 30 settembre chiuderà i battenti. Non si tratterà subito di una chiusura totale ma un processo che, in tutto, richiederà 1 anno di tempo. Nel frattempo si dovrà decidere la nuova destinazione della struttura, di proprietà del Ministero della Difesa, e sulla quale c'è molto interesse anche da parte del Comune di Rimini."

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