Cronaca

Preoccupazione per lo spostamento dell'Ufficio delle Dogane di Rimini

Dal Centro Agroalimentare, la nuova struttura è stata individuata nella vecchia sede dell'Inail, in via Melozzo da Forlì

Venerdì mattina Andrea Gnassi, in veste di presindente della Provincia di Rimini e di sindaco del Comune di Rimini, e Fabrizio Moretti, presidente della Camera di Commercio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), hanno inviato una lettera formale e congiunta al direttore dell'Agenzia delle Dogane per L'Emilia Romagna e Marche, e all'Agenzia nazionale del Demanio, riguardante la sede dell'Ufficio delle Dogane di Rimini. Un argomento tornato di attualità in seguito alle valutazioni, da parte dell'Agenzia delle Dogane, di un ipotetico trasferimento dei propri uffici, dall'attuale sede (presso il CAAR, il Centro Agro-Alimentare di via Emilia vecchia, nella zona di San Vito di Rimini) ad una nuova individuata nella vecchia sede dell'Inail, in via Melozzo da Forlì, nel centro di Rimini. Uno spostamento che, per sindaco e presidente della Provincia e presidente della Camera di commercio, sarebbe non logico e non conseguente rispetto alle scelte condivise in questi anni e agli importanti investimenti effettuati per rendere operativa e pienamente funzionale l'attuale sede delle Dogane al Caar di via Emilia vecchia.

Una sede -come viene ricordato nella lettera inviata - “munita di numerose peculiarità favorevoli (vicinanza al casello autostradale di Rimini Nord, viabilità di accesso adeguata e che non interferisce con la viabilità di rango locale; piazzali di manovra e di sosta attrezzati per i veicoli, anche di grandi dimensioni ed attrezzati con tettoia per le operazioni di ispezione doganale, sistemi automatici di apertura, servizi igienici, servizio di apertura da portineria h.24) che in questi anni si è rivelata una scelta strategica particolarmente efficace, sia per i fruitori dei servizi doganali, sia per la mobilità dell’intera città di Rimini (non direttamente coinvolta nel traffico veicolare pesante tipicamente connesso all’attività doganale). Va poi rimarcato che negli anni, al fine di adeguare le infrastrutture dedicate a queste attività alle esigenze doganali, il C.A.A.R. ha sostenuto ingenti investimenti anche nell’ottica di garantire il migliore svolgimento di tali funzioni al personale incaricato”.

Qualità logistica e livelli di servizio sicuramente non riscontrabili nello spazio che l'Agenzia delle Dogane sta valutando per l'eventuale trasferimento, la sede dell’INAIL di Rimini, dove la mancanza di piazzali attrezzati creerebbe quasi sicuramente disagi e disservizi ad utenti ed operatori, ma non solo; le preoccupazioni logistiche in questo caso vanno di pari passo a quelle legate al traffico veicolare in centro e alla sicurezza dei cittadini. Gnassi e Moretti hanno ricordato infatti ai vertici dell'Agenzia delle Dogane come “il trasferimento nell’attuale sede avvenne nell’anno 2005 al termine di una vera e propria ‘battaglia’ combattuta dall’intera comunità riminese. La precedente ubicazione, in via Destra del Porto e dunque sul Porto canale di Rimini nel bel mezzo della zona turistica, aveva infatti costretto sin lì la cittadinanza e gli ospiti a sopportare quotidianamente il passaggio di decine di mezzi pesanti, con conseguente grave nocumento alla circolazione viaria e della sicurezza stradale, con conseguente aggravio dell’inquinamento da gas di scarico (Pm10). A metà anni Novanta si verificò un tragico incidente con l’investimento e la morte di un ragazzo in via Roma, centrato e poi trascinato per molti metri da un camion che veniva dal centro doganale in via Destra del Porto. Un fatto drammatico che ebbe forte eco nella pubblica opinione riminese e che diede la definitiva spinta nel chiedere a gran voce e unanimemente il trasferimento di una sede inopportunamente allestita in una fascia inadatta alla natura dell’attività da svolgervi”.

Per questi motivi Gnassi e Moretti esprimono ”forte preoccupazione per l'eventuale trasferimento auspicando che l' Agenzia, anche sulla base delle considerazioni esposte, possa rinnovare il contratto di locazione presso il C.A.A.R., eventualmente anche a condizioni economiche migliori rispetto a quelle attuali”. 

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