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Cronaca

Il presidente dei medici Grossi: "La mascherina? Al chiuso consiglio di mantenerla, diventi un'abitudine"

Il presidente dell'ordine: "Io comprendo l’idea di allentare, tuttavia consiglio nei luoghi affollati di mantenere la mascherina. Deve diventare un’abitudine, una questione igienica come lavarsi le mani"

Tra poco più di un mese, a partire dal 1° maggio, in tutta Italia si potrà dire addio alla mascherina anche al chiuso. Una data annunciata dal governo nel decreto riaperture dello scorso 17 marzo. Ma il via libera arriverà se lo consentirà la curva dei contagi, che con Omicron “2” specialmente negli ultimi giorni sta invece dando segnali differenti, ovvero quella di una ripresa dei casi. Secondo il presidente dell’ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Rimini Maurizio Grossi la mascherina dovrà invece diventare “un’abitudine, soprattutto durante appuntamenti affollati”.

Presidente Grossi che idea si è fatto sull’addio alla mascherina, anche al chiuso, in un momento in cui la curva dei contagi sta risalendo?

“I dati sono tornati ad aumentare, ma non la pressione negli ospedali. I fatti degli ultimi giorni ci hanno distolti dal tema della pandemia, io credo che però sia una buona norma mantenere ancora la mascherina al chiuso, anche nel momento in cui cadrà l’obbligo. Dal virus, grazie al diffondersi della campagna vaccinale, si guarisce, ma diciamo chiaro e tondo che chi non è mai stato vaccinato è ancora a rischio morte”.

Quindi la decisione del via libera a tutti è stato forse un po’ un azzardo?

“Ci sono tante componenti, abbiamo esigenze sanitarie ed economiche con cui fare i conti, altri stati europei stanno aprendo e dicendo liberi tutti. Io comprendo l’idea di allentare, tuttavia consiglio nei luoghi affollati di mantenere la mascherina. Deve diventare come un’abitudine, una questione igienica come lavarsi le mani. Ricordo quando, soprattutto negli ospedali, si vedevano cittadini cinesi con le mascherine e noi quasi li osservavamo con sospetto. Avevano già affrontato delle pandemie e per loro era già diventato abituale in alcuni luoghi l’utilizzo della mascherina. E’ una riflessione che va oltre a obbligo o non obbligo”.

Attualmente ci sono ancora molti medici non in regola con i percorsi vaccinali?

“La situazione sta rientrando verso la normalità, stiamo sollecitando alcuni colleghi perché sono in ritardo con la terza dose, ma spesso si tratta di professionisti che hanno la seconda dose e poi hanno contratto comunque il virus. In questo caso i colleghi non sono stati sospesi, ma stiamo monitorando la situazione”.

Per quanto riguarda il personale infermieristico è il presidente Nicola Colamaria a fare il punto. “Attualmente ci sono inadempienti 382 professionisti su circa 2.500. Il dato rimane tra i più alti rispetto alla media regionale. I colleghi al momento sospesi dal servizio risultano 72. Per gli altri invece, come per i medici, si tratta di persone che dopo la seconda dose hanno contratto il virus. Il quadro odierno non presenta più grosse criticità, ma c’è il problema del recupero ferie, perché moltissimi professionisti hanno accumulato anche 70 o 80 giorni di vacanze da dover smaltire”.

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