Preso in 24 ore il rapinatore violento: sfregiò la sua vittima con un coltello

Finisce in carcere un 36enne dopo l'aggressione violenta ai danni di una ragazza avvenuta nel tardo pomeriggio di martedì in via Monti a Marina Centro

Deve rispondere di rapina pluriaggravata, lesioni gravi e porto di oggetto atto ad offendere L.P., il 36enne originario di Siracusa ma residente a Misano, accusato di aver rapinato e sfregiato una ragazza riminese nella serata del 14 ottobre. "Un fatto gravissimo - ha commentato il Questore di Rimini, Alfonso Terribile - e non ci sono scusati per un uomo tossicomane, a cui la società civile ha dato tanto, che si è macchiato di un simile crimine. Non ci sono attenuanti per questa violenta rapina ai danni di una donna. Le indagini della polizia, fortunatamente, hanno permesso di arrestare questo criminale in appena 24 ore grazie, anche, all'aiuto dei cittadini e dei commercianti di viale regina Elena che, con le loro telecamere, hanno accelerato il lavoro di squadra Mobile e Volanti". Secondo quanto emerso, infatti, verso le 18.30 la donna, una 36enne, è stata sorpresa dal malvivente in via Monti, nei pressi del sottopasso, mentre rientrava alla propria abitazione dopo una passeggiata col cane. Il rapinatore, prima di impossessarsi della borsetta, ha inizialmente minacciato la sua vittima con un coltello dalla lama di ceramica per poi sferrare un fendente che ha aperto una profonda ferita dal lobo destro della donna e per tutta la mandibola fino al mento. Il 36enne è poi fuggito con la borsa, inseguito dalla vittima, che solo dopo alcuni metri si è accorta di essere stata ferita.

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A continuare con l'inseguimento, lungo viale regina Elena in direzione di Riccione, sono poi stati alcuni passanti che hanno recuperato la borsa della donna gettata dal rapinatore durante la fuga. "Chi ha riportato la borsetta alla vittima - ha proseguito Terribile - è rimasto sconosciuto perchè si è poi allontanato. Mi piacerebbe che questo o questi cittadini si potessero fare vivi in Questura in maniera tale che possa ringraziarli personalmente". Grazie al racconto della 36enne, che è riuscita a descrivere il suo aggressore, e alle dichiarazioni di alcuni residenti, il personale delle Volanti e della squadra Mobile è riuscito a farsi immediatamente un'idea di chi poteva essere il malvivente. Un ulteriore aiuto è arrivato anche dall'impianto di telecamere installato da un negoziante della zona, che ha portato le immagini in Questura, con gli occhi elettronici che hanno catturato il rapinatore in fuga. Le indagini hanno quindi portato gli inquirenti in una casa famiglia di Misano Adriatico dove il 36enne, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine per piccoli reati legati agli stupefacenti, risiedeva. Nella stanza dell'uomo sono stati trovati i pantaloni e il giaccone utilizzati dal rapinatore, descritti dalla vittima e rimasti registrati dalle telecamere, oltre alla lama in ceramica che era nascosta in una tasca della giacca. Sia sui capi d'abbigliamento che sulla lama, gli inquirenti hanno trovato delle tracce di sangue che, al momento, sono in corso d'analisi. Il rapinatore, tuttavia, nega ogni addebito ma il magistrato ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare nel carcere dei "Casetti".

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