Prima minacciano di darsi fuoco, poi sequestrano il custode giudiziario

Nuovi guai giudiziari per la famiglia Lanna, i cui membri sono stati colpiti da misure di prevenzione del nuovo codice antimafia, adesso accusati di violenza e minacce a pubblico ufficiale

Lo scorso 9 maggio avevano inscenato una protesta davanti al Tribunale di Rimini dove, armati di una tanica contenente acqua, avevano minacciato di darsi fuoco per l'ingiustizia subìta ma, adesso, spuntano nuovi guai giudiziari per i componenti della famiglia Lanna già accusati di legami con la malavita organizzata. Il gruppo, infatti, era stato implicato nell'operazione "Emmepi" della Guardia di Finanza e della polizia di Stato che aveva portato al sequestro di un hotel, 7 aziende operanti sempre nel settore alberghiero, un negozio di gastronomia e un appartamento per un valore totale di oltre 2,5 milioni di euro. Tutte proprietà della famiglia Lanna e in particolare riconducibili a Ciro, Francesco e Giovanni Battista Lanna, fratelli già conosciuti per reati legati agli stupefacenti. I fratelli Lanna all'inizio di maggio sono stati appunto colpiti dalle misure di prevenzione previste dal nuovo codice antimafia per collegamenti con pregiudicati campani, per pericolosità generica e per le discrepanze tra il reddito dichiarato e il patrimonio.​

In quella occasione, il Tribunale aveva affidato tutte le attività economiche gestite dai Lanna a un custode giudiziario incaricato di amministrarle ma, secondo quanto emerso, il pubblico ufficiale è stato minacciato e rinchiuso in un locale con intento intimidatorio. Diversi gli episodi per cui la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d'indagine, con l'ipotesi di violenza e minacce a pubblico ufficiale. La denuncia, per cui al momento sono state iscritte nel registro degli indagati cinque persone, è stata messa agli atti mercoledì mattina durante l'udienza del Tribunale del Riesame di Rimini che deve decidere sulla sorte dei beni sequestrati dalla Gdf sulla base del codice antimafia. Il curatore giudiziario, nominato dal Tribunale di Rimini per amministrare gli hotel del gruppo, dopo aver presentato una relazione al giudice delegato ha chiesto di essere sollevato dall'incarico principalmente per l'impossibilità di svolgere il proprio compito e per le intimidazioni ricevute. Tra gli episodi di violenza più gravi quello in cui il curatore, che stava eseguendo un sopralluogo nella rosticceria dei Lanna a Riccione, sarebbe stato strattonato, minacciato, chiuso in locale e privato del cellulare. La decisione del Tribunale del Riesame, davanti al quale si erano appellati i difensori dei Lanna, chiedendo la revoca dei sequestri, è slittata al 18 giugno, quando il consiglio dei giudici dovrà decidere se nominare un altro curatore e se i beni ora congelati dovranno essere confiscati come chiesto dalla Procura. L'udienza è stata aggiornata perchè i legali dei Lanna hanno chiesto i termini della difesa per esaminare i nuovi elementi d'accusa.

GLI SVILUPPI DELLA VICENDA GIUDIZIARIA

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Chiara Ferragni stringe un accordo con gruppo di moda romagnolo: "I primi a credere in me dieci anni fa"

  • Arrestato con l'accusa di aver abusato delle due cugine dodicenni, una rimane incinta

  • Alessandro Andreini la combina grossa e viene espulso dal Collegio

  • Coronavirus, l'Emilia Romagna resta "arancione". In arrivo ordinanza più soft: riaprono i negozi nei festivi

  • Una nevicata e oltre 400mila luci per lo show di Riccione Christmas Star con la musica di Ralf

  • Guida Michelin 2021, le "stelle" brillano nel Riminese con una novità

Torna su
RiminiToday è in caricamento