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Carlo Biagetti è il primo vaccinato di Rimini: "Sono qui anche per dare un esempio"

E' stato il primo a sedersi sulla sedia della vaccinazioni, nel gruppo delle prime 70 previste per domenica nella provincia di Rimini. Con una partenza simultanea da Piacenza a Rimini, alle ore 14, sono state fatte le prime vaccinazioni

E' Carlo Biagetti, Responsabile del Programma per la gestione del rischio infettivo e del buon uso degli antibiotici dell'AUSL della Romagna, il primo vaccinato contro il Covid in provincia di Rimini. E' stato il primo a sedersi sulla sedia della vaccinazioni, nel gruppo delle prime 70 previste per domenica nella provincia di Rimini. Con una partenza simultanea da Piacenza a Rimini, alle ore 14, sono state fatte le prime vaccinazioni contro il Covid-19. Dopo Biagetti, che è anche  medico delle malattie infettive all’ ospedale Infermi, il vaccino è stato somministrato a Corrado Paolizzi, medico di famiglia.

Carlo Biagetti, Responsabile del Programma per la gestione del rischio infettivo e del buon uso degli antibiotici dell'AUSL della Romagna, è nato il 26 febbraio 1977, dirigente medico specialista in Malattie Infettive. Sposato con Rosita e padre di due bambini, Cesare e Ginevra di 9 e 5 anni. Amante dell'attività sportiva ed ultrarunner. Ha spiegato in occasione del vaccino: “Ho sempre creduto nell’importanza del Sistema sanitario nazionale e per questo ho scelto di lavorarci. L’avvento di questa pandemia ha ulteriormente rafforzato questa mia profonda convinzione, perché un sistema di cura universalistico è l’unico modo per salvare vite in situazioni come questa. Da marzo ho visto tanta sofferenza, e spero che il vaccino possa in qualche modo aiutare a migliorare questa situazione. Io ci credo, e sono qui anche per dare un esempio rispetto all’importanza della vaccinazione”.

“Una giornata di speranza e di scienza – è il commento del sindaco Andrea Gnassi - Oggi, in questo simbolico Vaccine Day, iniziamo a intravedere la luce in fondo al tunnel, una prospettiva per un futuro libero dal Covid. Iniziamo dagli operatori sanitari, da coloro che sono al fronte ogni giorno da mesi, un primo passo verso una campagna vaccinale di massa che dovrà essere rapida, capillare, rigorosa. E’ una domenica che segna la ripartenza, che ci fa guardare finalmente con ottimismo al 2021: ci vorrà tempo, ma ne usciremo. Ora però è il momento della responsabilità, individuale e delle istituzioni. La scienza ci offre l’opportunità di costruire un nuovo futuro, di far ripartire economia e lavoro, di rigenerare luoghi e città davvero più sostenibili, moderne, innovative e solidali. Sta ad ognuno di noi non sprecarla”. 

Il vaccine day in Romagna

Nella giornata di oggi sono stati vaccinati in Romagna 225 operatori. Questa prima tranche dell’esercito dei professionisti è composta da 48 medici ospedalieri, 1 medico di medicina generale, 1 medico delle Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), 1 direttore del laboratorio di biologia, 10 dirigenti di profilo sanitario, 130 infermieri, 3 ostetriche, 9 assistenti sanitari, 2 tecnici di laboratorio, 1 tecnico di radiologia, 1 fisioterapista e 18 Oss (Operatori socio sanitari). Questi primi vaccinati sono stati individuati sulla scorta del ruolo che ricoprono nella gestione dell'infezione da covid 19. Si tratta in particolare dei vaccinatori, di coloro cioè che poi si occuperanno di effettuare le ulteriori vaccinazioni.

 Dopo la forte valenza anche simbolica della giornata di oggi, da inizio gennaio, partirà in Romagna un ulteriore step di vaccinazione che contemplerà il resto del personale sanitario, nonchè gli ospiti e gli operatori delle Cra. Per effettuare le vaccinazioni a questi ultimi saranno creati dei team che si recheranno nelle strutture stesse.  Per il personale sanitario si continuerà a prevedere dei punti di vaccinazione e verosimilmente ve ne saranno di ulteriori rispetto agli attuali tre, tra cui sicuramente anche a Forlì. Dopo questo secondo step per operatori e strutture, il Ministero sta lavorando alla vaccinazione della popolazione generale, per la quale l'Ausl si organizzerà non appena vi saranno le relative linee guida. Si parla del mese di febbraio.

"Quello di oggi è un momento molto importante - ha chiosato il direttore generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori -. Dopo dieci mesi di lotta finalmente abbiamo a disposizone un'arma 'non spuntata' per combattere questa malattia che ha fatto tante vittime, provocato tanto dolore e che ancora sta mettendo a dura prova la tenuta del servizio sanitario nazionale. Ci aspettiamo ed auspichiamo che l'adesione sia alta, soprattutto tra il personale sanitario ma anche tra i cittadini. E' un gesto di grande responsabilità verso noi stessi, le nostre famiglie, ma anche le nostre comunità. A livello personale mi vaccinerò non appena possibile".

Il piano vaccinale in Emilia-Romagna

"Dopo tanta attesa, questo giorno è finalmente arrivato. Un giorno storico, nel quale davvero possiamo iniziare e vedere la luce in fondo al tunnel”, affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffale Donini. Come prevede la macchina organizzativa messa a punto da Regione e Aziende sanitarie, ad essere vaccinati nel corso di questa prima giornata sono circa mille donne e uomini da mesi in prima linea nella lotta al virus: 975 fra medici, infermieri e operatori delle strutture sanitarie e socio-assistenziali, a partire da coloro che dovranno poi vaccinare i colleghi. Non esiste un team tipo di vaccinatori oggi in servizio, come ci sarà invece nella campagna vaccinale vera e propria, ma tutte le aziende hanno precedentemente individuato, inviando i nominativi al ministero della Salute, i medici e gli infermieri che si stanno vaccinando.

Questa fase della campagna, infatti, anche in Emilia-Romagna è riservata - come stabiliscono le disposizioni ministeriali - proprio a chi lavora nella sanità (92.600 addetti) e nelle strutture per anziani e disabili (84.600 persone), per un totale di circa 180mila professionisti che verranno vaccinati nelle prossime settimane. Compresi i degenti nelle Cra. “Dopo tanta attesa, finalmente questo giorno è arrivato- affermano il presidente Bonaccini, presente all’avvio delle vaccinazioni a Modena, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute,  Donini, presente a Bologna-. Un giorno a cui tutto il Paese, e non solo, guarda con speranza e fiducia, nella consapevolezza che ci aspetta un periodo ancora molto duro ma che si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. Ed è giusto e doveroso partire dagli operatori sanitari e socio-sanitari, donne e uomini che da mesi, così come fanno tuttora, mettono la loro competenza e professionalità al servizio di ognuno di noi e dell’intera comunità. Con la collaborazione delle Aziende sanitarie - che ringraziamo assieme ai protagonisti di questa giornata, coloro che si sono fatti e si faranno vaccinare - abbiamo allestito una macchina organizzativa complessa, perché questa è sicuramente la più grande sfida che la nostra sanità si trova ad affrontare dal dopoguerra ad oggi. Oggi iniziamo il percorso che ci deve portare fuori dalla pandemia, nel quale continuare a rispettare tutte le regole di sicurezza, guardando con una maggiore fiducia ai prossimi mesi. Facciamolo tutti, insieme, come Emilia-Romagna e come Paese”.

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