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Nicole Minetti (Credit tm news infophoto)

Nicole Minetti (Credit tm news infophoto)

Processo Ruby, parla Nicole Minetti: "Con Silvio era amore vero"

Ha liquidato le accuse, basate su intercettazioni e testimonianze, come una "storia inverosimile", e ha ricondotto il legame tra lei e Silvio Berlusconi nell'ambito di un "sentimento d'amore vero".

Ha liquidato le accuse, basate su intercettazioni e testimonianze, come una "storia inverosimile", e ha ricondotto il legame tra lei e Silvio Berlusconi nell'ambito di un "sentimento d'amore vero". Ha negato di avere "invitato" le altre ragazze ad Arcore e di aver "gestito" le case di via Olgettina. Inoltre, ha denunciato una "campagna di odio e diffamazione" contro di lei, chiedendo agli inquirenti di "indagare" su questo. E' stata una Nicole Minetti 'romantica' e 'dura' allo stesso tempo, quella che si è presentata stamani in aula nel processo 'Ruby 2' per rendere dichiarazioni spontanee.

CHIESTI 7 ANNI - Per l'ex consigliera regionale, per Emilio Fede e per Lele Mora il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e il pm Antonio Sangermano, una settimana fa, avevano chiesto 7 anni di carcere per induzione e favoreggiamento della prostituzione, perché avrebbero messo in piedi un "sistema prostitutivo" per soddisfare il leader del Pdl. In prima battuta, Minetti ha voluto sfogarsi contro la stampa e contro i frequentatori delle sue pagine Facebook.

"LA PIU FEROCE CAMPAGNA DAL DOPOGUERRA AD OGGI" - E' partita lamentando "una feroce campagna" mediatica "che non credo possa avere un precedente dal dopoguerra ad oggi". Anche andando al Pirellone da consigliere regionale si è sentita 'bersaglio' di "qualsiasi nefandezza". Poi "un'ondata di disprezzo" per strada e "sui social network". Così un paio di mesi fa, tramite il suo legale, ha anche presentato un esposto in Procura per denunciare le "gravi minacce".

"PER SILVIO? SENTIMENTO VERO" - E' stata poi la volta del racconto della sua vita, culminato nella confessione choc, non sui fatti di reato, ma sull'amore che provava per Berlusconi. Prima il corso da igienista dentale al San Raffaele e "il massimo dei voti", poi "qualche lavoretto" come gli altri studenti per "qualche soldino" e nel 2008, "casualmente", la prima stretta di mano con il Cavaliere ad una fiera. "Solo grazie alle mie forze" e perché "ho sempre saputo ballare" le esibizioni in tv. Fino a che "caso volle" che l'ex premier andò a visitare un reparto del San Raffaele. "Da quel momento - ha spiegato - posso dire che iniziò un discreto corteggiamento". E fu, stando alla versione di Minetti, tramite Marysthelle Polanco, che frequentava già le cene di Arcore, che "il Presidente" la invitò ad una serata. Da quel momento una "grande amicizia" sfociò "in una relazione sentimentale", che "io ritenni sempre esclusiva". Terminò alla fine del 2009 e "tengo a precisare proprio qui, in quest'aula di Tribunale e una volta per tutte, che il mio è stato un sentimento d'amore vero".

"PUGNALATA ALLA SCHIENA" - Berlusconi era "felice di aiutarmi" e Don Luigi Verzé, il fondatore del San Raffaele, "avrebbe avuto piacere di avere un esponente dell'Istituto all'interno del Consiglio Regionale". Così arrivò alla politica, che fu "un errore". Riguardo alle imputazioni, il ragionamento dell'ex consigliera si può sintetizzare in una domanda: "cosa ho fatto di così straordinariamente terribile?". Non "ho mai invitato" le ragazze alle cene e da Melania Tumini - quell'amica che lei al telefono 'briffava' sulle tipologie di frequentatrici di Arcore, poi diventata una delle testi 'chiave' dell'accusa - è stata pugnalata "alla schiena". E se portava le "cedole" di via Olgettina al ragionier Spinelli era "un puro atto di cortesia". Infine, quando andò a prelevare Ruby dalla Questura lo fece "pensando di fare del bene": per evitare che la ragazza passasse "la notte nella camera di sicurezza". Il quadro probatorio, quindi, secondo Minetti, è solo "malcelato moralismo". Intanto, due delle parti civili, Ambra Battilana e Chiara Danese, hanno chiesto a lei, a Fede e a Mora 400mila euro di danni.

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